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100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: titolo Caserta della pagina Sezioni
 

Mario Pignataro
Michele Senatore
Antonio Bellocchio
Paolo Broccoli
Il Vescovo Nogaro
Amedeo Marzaioli
Ernesto Rossi
Domenico Ianniello
Dario Russo
In memoria di Nilde Iotti

 

Fotografie

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Mario Pignataro
 

Mario Pignataro
Dal 17 settembre scorso Mario Pignataro non è più. Alla soglia dei novanta anni Mario ci ha lasciato dopo aver attraversato l’intero ‘900 con tutti i suoi orrori e le sue speranze, ma anche le sue conquiste e sconfitte per il mondo del lavoro. Mario s’iscrisse al PCI all’età di vent’anni e, dopo l’esperienza di organizzatore degli operai serici, entrò a far parte della Segreteria della Camera del Lavoro di Caserta di cui fu segretario dal 1958 al 1961. Più volte incarcerato e processato per aver organizzato le lotte sociali degli anni ’50, s’impegnò anche nell’attività politico istituzionale come consigliere comunale a Caserta dal 1947 al 1950 e poi dal 1960 al 1980. Già questo basterebbe a delinearne la figura di alto profilo di uomo e dirigente politico-sindacale, impegnato nell’attività sociale a fianco delle categorie più deboli.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: 1950 Mario Pignataro al centro della segreteria CGIL provinciale con Giorgio Napolitano a sinistra allora Segretario provinciale del PCI di Caserta

Non è stato solo questo Mario Pignataro. L’ho conosciuto nel 2005, quando lavorava alla redazione di un libro su “L’economia della provincia di Caserta 1998-2005” (Immagina, 2006) e mi chiese di redigere una presentazione da anteporre al suo testo. Mario Pignataro era dotato di notevoli capacità intellettuali che il passare degli anni non aveva affievolito, come per molti di quella generazione. All’età di quaranta anni si laurea in Economia e Commercio, si specializza in studi storico politici e, nel 1981, vince una borsa di studio ISVEIMER per una ricerca sul “modello di sviluppo casertano e la questione meridionale”. Avvia una fiorente attività di giornalista pubblicista pubblicando su “il giornale di Napoli” e sulle riviste “Economia e Lavoro”,

“Frammenti”, “La provincia di terra di lavoro”, “La Campania”, “La riflessione”, “Il Caffè”.
Intensa la sua produzione di monografie di storia del movimento operaio: da “La situazione nelle campagne e le lotte contadine nel secondo dopoguerra” (L’Aperia, 1999), “Quando S. Leucio era la città della seta” (CGIL, 2004), per citarne solo alcuni. Così come le pubblicazioni sull’economia casertana: dalla “Storia economica della provincia di Caserta 1945-2005” suddivisa in quattro volumi, a “L’economia casertana 1993-1997” che riceverà il premio Alberto Beneduce, fino all’ultimo volume con la mia presentazione.
Un uomo poliedrico, animato da forte senso civico ed impegno sociale, tensione che ha guidato tutta la sua vita coniugando partecipazione e riflessione critica. Nonostante l’età avanzata, difficilmente mancava ad un convegno o seminario di economia. L’ultima immagine che ho di lui è del novembre 2011, seduto nella platea di un convegno su “Crisi economica e finanziaria”, in cui ero relatore, attento come sempre a cogliere le sfide e le opportunità che la crisi determinava per la sua terra e per il Mezzogiorno.
Una vita spesa per il bene comune, si direbbe oggi, senza per questo chiedere prebende o occupare posizioni di potere. Un esempio per i giovani meridionali oggi scoraggiati dalla mancanza di lavoro e prospettive future, tanto da andare ad ingrossare le file dei cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training) NEET, ossia giovani che non lavorano, non studiano, né sono impegnati in tirocini formativi. La vita di Mario dimostra che è possibile, con l’impegno sociale unito a studio e ricerca, a dare un senso al proprio essere, a riempire il vuoto che caratterizza i territori meridionali. È anche un esempio ad affidarsi alle proprie forze e alla propria intelligenza, senza percorrere strade oramai desuete di ricerca di relazioni verticali con politici e gruppi di potere.
Ricordo ancora l’orgoglio con cui Mario mi raccontava dell’incontro con il Presidente Napolitano, a latere di una sua venuta nel casertano. Erano amici da quando Napolitano era stato commissario della Federazione del PCI di Terra di Lavoro Era l’incontro tra due uomini di ferro della stessa generazione, due meridionali impegnati a riscattare il nostro Mezzogiorno, un impegno che per entrambi è stato ed è l’impegno della vita. La speranza è che la testimonianza della vita di Mario Pignataro ispiri e stimoli i giovani meridionali a ritrovare quell’impegno sociale, politico, di studio e ricerca, senza il quale le politiche di sviluppo, dall’alto o dal basso che siano concepite, non avranno le gambe per camminare, condannando il Mezzogiorno ad una perenne arretratezza e subordinazione.
Achille Flora, SUN

 
  100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: inervento di Mario Pignataro al 2° Congresso CGIL Campania Comprensorio di Caserta  
  100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: inervento di Mario Pignataro al 2° Congresso CGIL Campania Comprensorio di Caserta   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: inervento di Mario Pignataro al 2° Congresso CGIL Campania Comprensorio di Caserta  
 

1945: un Primo Maggio speciale di Mario Pignataro
Occorre anzitutto ricordare che, anche se l’Italia era ormai completamente liberata, il 1° maggio del 1945 sul fronte esteuropeo e nel Pacifico la seconda guerra mondiale era ancora in corso. E che quella guerra - costata ben oltre 50 milioni di vite - ha causato in provincia di Caserta circa 7000 caduti, oltre 700 dei quali vennero trucidati dai nazisti fra il 1943 e il '44, mentre furono 513 i militari caduti o dispersi nei lager tedeschi. Ma in Italia c'è stata, il 25 aprile 1945, la Liberazione, e il 1° maggio di quell'anno sono ben 24 le manifestazioni indette nella provincia di Napoli (Caserta sarà ricostituita provincia soltanto 40 giorni dopo. I'11 giugno 1945). La Camera del Lavoro è operativa a Caserta, ma anche a Santa Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca, Capua; nel contempo si sviluppa la "Confederterra", che organizza i contadini e le cooperative che puntano all'occupazione delie terre.
Ma l'organizzazione della festa dei lavoratori è seguita soprattutto da comunisti, socialisti e democristiani. I partiti si andavano riorganizzando per zona: il 7 novembre 1944 il PSI tiene il congresso provinciale presieduto da Pietro Nenni, che ebbe come risultato, fra l'altro, la divisione fra Caserta e Napoli per zone di competenze. La segreteria eletta è composta dà Giuseppe Baffone, Umberto Merola e Alberto Jannone. Precedentemente, il 22 ottobre 1944, previo accordo fra la federazione comunista di Caserta e quella di Napoli, c'era stata la conferenza di organizzazione del P.C.I. per le sezioni oltre il Volturno (zona di Caserta) e di Piedimonte (presenti Cacciapuoti, Valenzi e Maglietta). Comunque, mentre da più parti si lavora incessantemente per riavere la provincia, per il 1° maggio 1945 si tengono manifestazioni a Caserta (con Paolo Fissore, Viscaro e Numeroso), ad Aversa (con Danesi, Benvenuto e Rodino), a Capua (con Ingangi, Manes e Passeggia), a Santa Maria C.V. (con Mario Alicata; Farina e Piscitelli), a Sessa Aurunca (con Ennio Villone, Corrado Graziadei e Piscitelli) e ancora a Piedimonte, Grazzanise, Marcianise, Maddaloni, Albanova, San Marco Evangelista, Santa Maria a Vico. Le notizie qui riportate le ho tratte dal libro di Peppino Capobianco Sulle ali della democrazia, ristampato con "la storia del P.C.I. (1943/47)"; il 1° maggio del 1945, infatti, non mi trovavo a Caserta, ma ero ancora a Firenze quale interprete presso un Comando delle forze Armate Americane. Qui ritornerò solo ai primi di giugno, e riprenderò ì contatti col partito e la Camera del Lavoro.
In quel periodo il problema da affrontare è il lavoro. A Piedimonte si organizzano manifestazioni delle operaie delle Cotonerie Meridionali per la ripresa del lavoro mentre i ferrotranvieri pongono i problemi relativi alla propria categoria. I reduci cominciano a reclamare un lavoro. A San Leucio le fabbriche sono ferme e gli operai vengono mandati a casa. I pochi che lavorano con le forze alleate vengono gradualmente licenziati. Gli unici che, in quel periodo ottengono risultati concreti sono i contadini, ma soltanto grazie al ricorso alla lotta e alle occupazioni: a Nocelleto di Carinola si registrano occupazioni delle terre già il 18 febbraio e poi ancora il 30 aprile del 1945; il 16 maggio dello stesso anno la Commissione istituita presso il Tribunale di Santa Maria C. V. assegna alle cooperative 50 ettari di terra ma, dopo soli 15 giorni, il 31 maggio, risultano assegnate alle cooperative, secondo la legge Gullo, 325 ettari.
L'agricoltura si conferma settore trainante delle nostre zone: dal censimento del 1951 si evince che il 60% della popolazione attiva è impiegata nell'agricoltura, che conta 150.000 lavoratori contro 17.000 addetti dell’industria. lo trovo provvisoriamente lavoro presso gli Americani come interprete di inglese e tedesco (gli Americani avevano dei prigionieri tedeschi). Siamo in tre, divisi in turni di 24 ore. Un giorno di lavoro e due liberi. Riprendo contatto col P.C.I. e comincio a riorganizzare i tessili e a interessarmi anche di altre categoria: edili, canapieri, pastai ecc. Nell'ottobre del 1945 la segreteria della Camera del Lavoro, ormai ritornata provinciale, è composta da Attilio D'Angelo socialista, segretario responsabile, Raffaele Postiglione, democristiano e impiegato della Sopral, e il sottoscritto, comunista, segretario. Ha inizio così la mia attività politica e sindacale.

** Tratto da Caffè del 30 aprile 2010

 

In memoria di Mario Pignataro di Pasquale Iorio, ex Segretario CGIL Caserta
Con la sua scomparsa Mario Pignataro lascia un vuoto profondo nella vita sociale, politica e culturale della nostra provincia. Insieme a Peppino Capobianco, a Mimì Ianniello, ad Andrea Sparaco ed altre personalità della sua generazione, può essere ricordato come un “costruttore di democrazia”, come uno dei protagonisti più impegnati per la rinascita di Terra di Lavoro nel secondo dopoguerra: come operaio, militante e dirigente sindacale, in prima fila nelle lotte per la conquista delle terre incolte; sempre a fianco degli operai tessili delle seterie della sua borgata S. Leucio e delle tante vertenze che segnarono gli anni della industrializzazione (come quella emblematica della Saint Gobain), in difesa dei fondamentali diritti sociali ed umani.

 
  100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina del libro La situazione nelle campagne e le lotte contadinenel secondo dopoguerra di Mario Pignataro   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: tessera del PCI del 1958 di Mario Pignataro  
 

Giovanissimo si iscrisse al PCI all’età di vent’anni e fu tra fondatori della Camera del Lavoro di Caserta, di cui fece parte come segretario dal 1958 al 1961. Più volte incarcerato e processato per aver organizzato le lotte sociali degli anni ’50, s’impegnò anche nell’attività politico istituzionale come consigliere comunale a Caserta dal 1947 al 1950 e poi dal 1960 al 1980. Negli ultimi anni della sua vita prese parte attiva alle iniziative del mondo del volontariato dedicate ai temi della memoria storica ed economica, in particolare dell’Auser.
Sicuramente va annoverato tra gli intellettuali meridionali più attivi ed impegnati, dimostrando molta tenacia anche negli studi, conseguendo a quarant’anni la laurea in Economia e Commercio. Poi si è specializzato nelle ricerche storiche e politiche. Era molto orgoglioso di alcuni riconoscimenti, come quello ricevuto nel 1981 con una borsa di studio ISVEIMER per una ricerca sul “modello di sviluppo casertano e la questione meridionale”. Particolarmente intensa fu la collaborazione con varie testate giornalistiche e riviste specializzate (a partire da Il Mattino).
Ancora più rilevante è stato il contributo alla ricostruzione della storia economica di Terra di Lavoro, con alcune opere che rimangono fondamentali per chiunque voglia approfondire la nostra realtà: a partire dalle monografie di storia del movimento operaio, come “La situazione nelle campagne e le lotte contadine nel secondo dopoguerra” (L’Aperia, 1999); “Quando S. Leucio era la città della seta” (CGIL, 2004), per citarne solo alcuni.
Così come le pubblicazioni sull’economia casertana: dalla “Storia economica della provincia di Caserta 1945-2005” suddivisa in quattro volumi, a “L’economia casertana 1993-1997” che riceverà il premio Alberto Beneduce, fino all’ultimo volume con la presentazione del prof. Achille Flora, della Facoltà di Economia della SUN.
Di lui va ricordato il forte senso civico ed impegno sociale (come dice Franco Cassano in un suo bel libro, si potrebbe definire un vero “homo civicus”, l’emblema del vero cittadino attivo da proporre alle nuove generazioni). La sua vita era caratterizzata da una costante tensione civile e culturale, capace di coniugare insieme la partecipazione, passione umana e riflessione critica.
Fin negli ultimi momenti in cui le forze gli consentivano di uscire era partecipe alle attività delle “Piazze del sapere” e della vita socio-culturale della città, in cui portava sempre il suo contributo di uomo colto e curioso, di profonda umiltà e disponibilità al confronto – doti sempre più difficili a ritrovare nei nostri tempi. Per questo ha sempre mantenuto bei rapporti con alcune personalità ed enti, a partire dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fino a quello della Camera di Commercio in carica Tommaso De Simone, con il quale aveva messo a disposizione le sue competenze per rilanciare la Biblioteca del sapere economico di Terra di Lavoro)
Con lui ho avuto modo di collaborare mettendo a disposizione tanti materiali e documenti della nostra realtà sociale e culturale. Di recente mi aveva chiamato per dirmi che stava lavorando ad una rielaborazione delle sue ricerche di storia dell’economia locale. Spero che questi materiali siano tra sue carte per poterli consultare e diffondere. A tal fine la rete delle Piazze del Sapere intende organizzare un incontro per ricordare degnamente la sua memoria in un luogo come la libreria Feltrinelli (di cui era assiduo frequentatore), concordando con i familiari data e modalità.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Michele Senatore
 

Michele Senatore, impegno e passione per la vera politica di Pasquale Iorio
Prendendo spunto da una lettera aperta inviata da alcuni militanti del PD casertano, lunedì 8 novembre 2010 si terrà nella sala della piazza del sapere alla Feltrinelli di Caserta un incontro sul tema “cultura e politica” con il commissario Ciro Cacciola. L’iniziativa offrirà anche l’occasione per ricordare la figura di Michele Senatore, scomparso da pochi mesi e ricordato da tutti/e come una delle espressioni più impegnate ed appassionate della vita politica casertana. Abbiamo volutamente scelto di legare in un filo rosso del nostro incontro i temi della politica e della cultura, intesa come fattore di coesione sociale e di crescita civile. La testimonianza di Michele ci riporta ai valori forti, al senso di militanza che la politica dovrebbe esprimere e che purtroppo oggi sono smarriti, svuotati dal pensiero unico dominante del neoliberismo, dall’effimero prodotto dal grande fratello e da un sistema di comunicazione dominato dall’immagine scandalosa di Berlusconi.
È l’occasione per ricordarsi che fare politica non vuol dire solo conquista del potere (ad ogni costo, spesso con metodi spregiudicati). Al contrario - come ci ricordano i principi su cui si fonda la nostra Carta costituzionale - vuol dire impegnarsi per il governo del bene pubblico, per affermare i valori e diritti fondamentali umani, civili e sociali, per lottare contro tutte le forme di emarginazione, per l’inclusione sociale e l’accoglienza dei più deboli.
È per questi valori che Michele si è sempre battuto, con passione e rigore. Lo faceva anche negli ultimi anni, in cui ha cercato disperatamente di rilanciare nella città capoluogo i luoghi in cui far vivere la partecipazione responsabile e democratica. Quanta sofferenza gli è costata la chiusura del circolo “Nilde lotti”, certamente tra i più attivi e partecipati della città. Per questo nella lettera aperta abbiamo sottolineato l’esigenza di far radicare anche a Caserta il PD sul territorio, di dare trasparenza al tesseramento e vitalizzare la partecipazione attiva degli iscritti e dei cittadini che ancora vogliono impegnarsi per una politica di cambiamento (dopo il palese fallimento dell’esperienza amministrativa).
A fondamento di tutto Michele poneva il ruolo della scuola e dell’istruzione pubblica, come diritto dei giovani per formare le basi culturali del loro sapere di futuri cittadini; ma anche delle persone adulte per poter apprendere sempre, per aggiornare ed adeguare il loro bagaglio di conoscenze e di competenze.
Come dimenticare la sua partecipazione assidua (insieme con Angela) alle tante iniziative locali e nazionali promosse su questi temi dall’area tematica oppure nelle feste de L’Unità, dove spesso interveniva per portare il suo contributo competente: di un uomo e maestro di vita per tanti ragazzi e studenti, con i quali si poneva in modo dialogante, di un docente che voleva condividere con curiosità, non solo trasmettere, sapere e conoscenza.
Infine, non possiamo trascurare la sua partecipazione attiva alle lotte sociali e sindacali, in difesa dei diritti primari, a partire da quelli per la scuola pubblica, dell’ambiente, della valorizzazione delle nostre bellezze e del territorio.

** Tratto da Buongiorno Caserta, 6 novembre 2010

 

Emilia Borgia ricorda l'impegno poliico di Michele Senatore
In una assolata ed afosa giornata di agosto tantissime persone hanno sfidato il clima pur di porgere l'ultimo saluto a Michele Senatore. Avendo militato per anni nello stesso Partito, benché non nella medesima Sezione, ed avendo fatto assieme innumerevoli esperienze congressuali, sia provinciali regionali, ma soprattutto avendo assistito ad interventi politici nelle sedi deputate, ho avuto modo di conoscere a fondo la persona che era. Impossibile non apprezzarne le specchiate doti dell'uomo e della persona politicamente impegnata. Michele era la testimonianza vivente del significato più nobile della parola "impegno politico": era lontano dalle poltrone, dal potere e dalle gestioni burocratiche che appassionano solo i politici perversi. Egli aveva un animo indomito della persona che non si piegava di fronte a nessuna ingiustizia e che della lealtà e della trasparenza aveva costituito il suo normale modo di vivere. È stato per me un orgoglio averlo conosciuto, frequentato ed aver condiviso con lui e la sua splendida compagna di vita del tempo prezioso. Con profondo affetto e stima anche a te Angela".

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Antonio Bellocchio
 

Antonio Bellocchio
Nato a Capua il 22 settembre 1927, venne eletto sindaco di Pietravairano e poi a Caserta. Fu Segretario della Fedarazione PCI di Caserta, presidente e fondatore della Alleanza Contadini provinciale (ora Confcoltivatori), consigliere regionale in Campania e Deputato per diverse legislature. Giornalista, iscritto al Partito Comunista Italiano fin dalla giovane età. Viene eletto alla Camera dei deputati nelle file del PCI nel 1976 e viene riconfermato anche dopo le elezioni del 1979, quelle del 1983 e infine quelle del 1987, per un totale di quattro Legislature. In seguito alla svolta della Bolognina, aderisce al PDS.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Paolo Broccoli
 

Paolo Broccoli
Comunista della prima ora e sempre genuino, trova insopportabile lo stato di asservimento, di sfruttamento, di inerzia e di ingiustizia della sua gente, puntualmente aggravata da strutture politiche e culturali oppressive. Egli crede a una dimensione politica della liberazione dell’uomo e lotta per la promozione della giustizia sociale, vissuta come solidarietà e condivisione e come pubblica e coraggiosa richiesta del rispetto e della promozione dei diritti di tutti. Condanna ogni forma di organizzazione sociale che produce e riproduce comportamenti destabilizzanti e vittimali. Paolo Broccoli è un protagonista per la sua personalità pronunciata e franca, ma è soprattutto un testimone di giustizia e legalità. Con lui si può andare d’accordo o no, ma ci si deve confrontare. Il suo stile di lotta crea un linguaggio nuovo nella nostra terra, quello della riscossa e della rinascita sociali delle classi deboli. Linguaggio vibrante di vita per le popolazioni ancora ignare di un possibile riscatto. Dalla metà degli anni ’50 alla metà degli anni ’80, le nuove strutturazioni sociali che coinvolgono la nostra provincia, hanno il potere di produrre una trasformazione radicale. Nasce nelle nostre terre una classe operaia moderna. Essa gradualmente conquista lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori, che definisce la nuova cultura della fabbrica e degli operai. A fianco si esprime il momento più felice delle confederazioni sindacali, che lottano sapientemente per le riforme: pensioni, fisco, sanità, trasporti. Nel settore agricolo le lotte dei braccianti, quasi sempre durissime, ottengono il risultato di cambiare la struttura, che diventa espressamente industriale.
Giovanissimo, nel 1960, alle elezioni comunali di Carinola è candidato, come capolista del PCI. Nel 1976, alla VII legislatura, viene eletto parlamentare nella circoscrizione Napoli-Caserta con 45.000 preferenze. Rieletto nella VIII legislatura, è membro della Commissione industria dal 1977 al 1983. Autore di numerosi saggi e interviste, viene fatto presidente del Centro Studi “Corrado Graziadei”. Nel 1995 ricopre l’incarico di vicepresidente della Provincia di Caserta. Dal 2013 tutti i materiali relativi all’attività sindacale, politica e istituzionale, fanno parte del Fondo a suo nome, depositato nell’Archivio di Stato di Caserta. Inoltre, presso lo stesso Archivio vengono conferiti circa 3.000 volumi e altrettanti volumi sono donati alla Biblioteca Diocesana. La simpatia per l’uomo non mi impedisce, tuttavia, di riconoscere quella che è l’identità specifica del personaggio. Paolo Broccoli è un politico, un vero amante della “polis”, della società organizzata. È un politico di professione, che riconosce la politica come la forma più alta e più espressiva del convivere umano. Così valorosa da poter coinvolgere tutto il suo pensiero e tutta la sua azione, perché la politica è un’esperienza etica e formativa in sé stessa.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Il Vescovo Nogaro
 

Il Vescovo Nogaro e la teologia della pace
È una delle figure più eccezionali, espressione di quella “chiesa militante” che nella sua missione pastorale si è fondata sul messaggio di un cristianesimo integrale ed evangelico. Al centro della sua attenzione si trova sempre l’uomo con una scelta di campo sempre netta a fianco dei più deboli, in difesa dei diritti spesso negati e della dignità delle persone sovente soffocata dal potere dei potenti.
Come la sua terra natia di Gradisca nel Friuli, egli sembra una persona dalla tempra dura, tenace e resistente; ma nello stesso tempo con un carattere schivo e riservato, mite e timido. Per lunghi anni ha stretto una amicizia fraterna con don Tonino Bello, con cui ha condiviso tante lotte sul fronte della “teologia della pace e della liberazione” (di cui entrambi

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Il Vescovo Nogaro

sono stati dei protagonisti a livello mondiale, insieme con monsignor Oscar Romero in Sud America).
Il tema della pace è stato sempre al centro della sua attenzione, come è emerso in occasione della 14° Marcia per la Pace, che nel 2008 è partita dal Duomo di Caserta, in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani.
Intenso è stato anche il suo confronto con il mondo dei saperi, con la presenza nella diocesi di grandi intellettuali (come Massimo Cacciari, Pietro Barcellona e tanti altri) che periodicamente vengono chiamati in incontri di grande tensione morale e culturale nella Sala Diocesana e della Biblioteca, la cui riorganizzazione e rilancio è stato uno dei primi obiettivi realizzati. Nello stesso tempo l’attenzione ai temi della scuola e della formazione ha portato la diocesi casertana a dotarsi di un centro di alta formazione e di apprendimento permanente con un Istituto di ricerca e studi sul cristianesimo (di livello nazionale e meridionale, pienamente riconosciuto dal Vaticano).

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Amedeo Marzaioli
 

In memoria di Amedeo Marzaioli, Caserta 1953 – 2019 agosto

Ad un mese dalla sua prematura e triste scomparsa abbiamo il dovere morale e civile di ricordare una figura così esemplare ed emblematica per il movimento operaio e democratico a livello campano. Con Amedeo Marzaioli “se ne va un pezzo della storia recente della Cgil e della sinistra campana”, come ha ben ricordato la Segreteria della Cgil Campania.
Il suo impegno civile è cominciato alla fine degli anni 60 con la partecipazione ai movimenti studenteschi e giovanili a Caserta e Napoli. Nel 1972 contribuì alla organizzazione della FGCI (federazione giovanile comunista) della nostra Provincia, insieme con Claudio Martini (proveniente dalla Toscana), A. Bagnale, M. Colamonici, Enzo De Angelis e Linda D’Onofrio. Dal 1972 alla metà degli anni 70 fu segretario della stessa FGCI. In seguito si occupò dei temi del lavoro nella segreteria del PCI Provinciale.
Poi passò al sindacato come funzionario e dirigente della Federbraccianti, a cui seguì l’incarico di segretario confederale prima a livello provinciale dal 1977 al 1979; poi nel Comprensorio CGIL di Capua Alto e Basso Volturno in veste di segretario Generale dal 1984 al 1986. Agli inizi degli anni 90 si trasferì nella CGIL Campania, dove fino agli ultimi giorni della sua vita ha ricoperto sempre ruoli e funzioni di grande responsabilità: nell’amministrazione come tesoriere, nel settore formazione sindacale, con la direzione dell’Archivio Storico e Biblioteca fino al settore dei servizi. Sotto la sua guida si sono formati numerosi dirigenti campani e napoletani che oggi ricoprono incarichi di segretaria nazionale all’interno della Cgil e delle categorie. Negli anni in cui anche io ho lavorato in CGIL Campania, ricordo con quanta passione, rigore e competenza si dedicò a riorganizzare l’Archivio Storico e Biblioteca della Cgil Campania, unendo così passato, presente e futuro dell’organizzazione. Con lui la sede di via Torino divenne un punto di riferimento per gli studiosi, anche a livello nazionale. L’ultimo suo impegno è stato quello di direttore del CAAF Cgil Campania, incarico al quale si era affacciato con l’entusiasmo, la passione e la competenza che hanno contraddistinto tutta la sua intensa vita.
Va ricordato anche che quella di Amedeo è una famiglia impegnatissima. Il fratello Mimmo Marzaioli è stato consigliere e assessore comunale a Caserta nell’amministrazione Bulzoni oltre che dirigente della Confesercenti.
In una nota “La Cgil Campania, unendosi al dolore della famiglia per questa improvvisa scomparsa che lascia senza fiato, terrà sempre vivo il suo ricordo”.
Con Amedeo ci ha lasciato uno dei protagonisti delle lotte sociali e democratiche, uno degli esponenti più rigorosi ed appassionati del movimento operaio campano e casertano. Con lui sono cresciuti e si sono formati tanti compagni/e. Per questo il vuoto che lascia ed il dolore per la sua scomparsa sono ancora più grandi.

Pasquale Iorio – già Segretario Provinciale e presidente CD CGIL Campania

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Amedeo Marzaioli
 

Mondo del sindacato e della sinistra in lutto: è morto Amedeo Marzaioli

Per anni uomo di punta della Cgil anche a livello regionale, è stato dirigente anche del Partito comunista.
I primi incarichi importanti nel sindacato risalgono al 1972 quando entrò nella segreteria di Caserta della Cgil.
Cordoglio è stato espresso dalla segreteria regionale dell’organizzazione per la scomparsa di uno dei suoi uomini più rappresentativi degli ultimi 40 anni.
“Con Amedeo Marzaioli se ne va un pezzo della storia recente della Cgil e della sinistra campana – ricorda la segreteria regionale della Cgil - Un impegno, quello nel sindacato, cominciato giovanissimo nella segreteria della Cgil Caserta, tra il 1972 e il 1973, cui seguì l’impegno come dirigente provinciale del Pci, dove continua a seguire da vicino i temi del lavoro.
Un impegno costante che portò avanti fino agli Novanta quando, ritornato in Cgil Campania, fu prima tesoriere e poi formatore dei quadri dirigenti.
Sotto la sua guida si sono formati numerosi dirigenti campani e napoletani che oggi ricoprono incarichi di segretaria nazionale all’interno della Cgil e delle categorie.
Curò anche l’archivio storico della Cgil Campania, unendo così passato, presente e futuro dell’organizzazione. L’ultimo impegno è stato quello di direttore del CAAF Cgil Campania, incarico al quale si era affacciato con l’entusiasmo, la passione e la competenza che hanno contraddistinto tutta la sua intensa vita.
La Cgil Campania, unendosi al dolore della famiglia per questa improvvisa scomparsa che lascia senza fiato, terrà sempre vivo il suo ricordo”.
Quella di Marzaioli è una famiglia impegnatissima.
Il fratello Mimmo Marzaioli è stato consigliere comunale a Caserta dell’amministrazione Bulzoni oltre che dirigente di Confesercenti.

 

Lutto nel mondo del sindacato e della politica, scompare Amedeo Marzaioli

L’uomo è stato per decenni storico sindacalista dirigente della CGIL casertana ed ex dirigente del Partito Comunista. Il fratello Domenico Marzaioli è stato consigliere comunale a Caserta dell’amministrazione Bulzoni ed ex dirigente di Confesercenti. L’uomo è venuto a mancare prematuramente e improvvisamente all’affetto dei suoi cari, comunità sotto shock. Numerosi i messaggi di cordoglio e addio che stanno giungendo ai familiari di Marzaioli.
Filcams CGIL Campania: “Apprendiamo con dolore e commozione, della improvvisa scomparsa del compagno Amedeo Marzaioli. Sotto la sua guida si sono formati numerosi dirigenti campani che oggi ricoprono incarichi di segretaria all’interno della CGIL e delle categorie. Con lui, se ne va un pezzo della storia recente della nostra organizzazione e della sinistra campana. La Filcams CGIL Campania si unisce al cordoglio di tutta la CGIL, esprimendo forte vicinanza alla famiglia. Ciao Amedeo, che la terra ti sia lieve!
Fiom-Cgil Campania: “Ciao Compagno Amedeo Con Amedeo Marzaioli, se ne va un pezzo della storia recente della Cgil e della sinistra campana. Un impegno, quello nel sindacato, cominciato giovanissimo nella segreteria della Cgil Caserta, tra il 1972 e il 1973, cui seguì l’impegno come dirigente provinciale del Pci, continua a seguire da vicino i temi del lavoro. Un impegno costante che portò avanti fino agli Novanta quando, ritornato in Cgil Campania, fu prima tesoriere e poi formatore dei quadri dirigenti. Sotto la sua guida si sono formati numerosi dirigenti campani e napoletani che oggi ricoprono incarichi di segretaria nazionale all’interno della Cgil e delle categorie. Curò anche l’archivio storico della Cgil Campania, unendo così passato, presente e futuro dell’organizzazione. L’ultimo impegno è stato quello di direttore del CAAF Cgil Campania, incarico al quale si era affacciato con l’entusiasmo, la passione e la competenza che hanno contraddistinto tutta la sua intensa vita. La Cgil Campania, unendosi al dolore della famiglia per questa improvvisa scomparsa che lascia senza fiato, terrà sempre vivo il suo ricordo.
Adolfo Villani: “Franco Capobianco mi ha dato una notizia che non avrei mai voluto avere. Amedeo Marzaioli ci ha lasciato improvvisamente. Con lui se ne va un pezzo importante della mia vita. Gli studi insieme all’istituto Michelangelo Buonarroti di Caserta, la comune militanza nel movimento studentesco, poi nella Federazione Giovanile Comunista Italiana e nel Partito Comunista Italiano, l’esperienza da funzionari della CGIL e nella segreteria della Federazione Comunista di Caserta. Un amico molto caro, un compagno preparatissimo, di estrema serietà e rigore morale, di grande umanità. Una vita interamente dedicata alla sinistra, al sindacato e ai lavoratori. Ciao Amedeo riposa in pace. Un abbraccio a Mimmo Marzaioli condoglianze alla famiglia.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Ernesto Rossi
 

Ernesto Rossi, un democratico ribelle.
Nato a Caserta il 25 agosto 1897, morto a Roma il 9 febbraio 1967, politico, giornalista, antifascista e professore d’economia. Si era formato negli ambienti democratico e liberali fiorentini ed aveva partecipato da volontario alla Prima guerra mondiale, comportandosi valorosamente. Tra il 1919 il 1922, in polemica con le posizioni che i socialisti avevano verso i reduci di guerra, Diritti e lotte sociali nel XX secolo.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: foto di Ernesto Rossi

Storie e protagonisti di Terra di Lavoro 43-44
Parte prima - I pionieri dell’inizio del Novecento il giovane economista ebbe a collaborare con il mussoliniano Popolo d’Italia. Ma non gli ci volle molto tempo per ricredersi. Nel 1924 Ernesto Rossi aderì all’Unione Nazionale Democratica fondata da Giovanni Amendola e, sempre nello stesso anno, fu tra i fondatori a Firenze dell’associazione segreta L’Italia Libera e, dal gennaio all’ottobre 1925, tra i redattori del periodico antifascista Non mollare! Per questo venne processato e costretto a riparare in Francia.
Nel 1926 tornò in Italia e partecipò, vincendolo, ad un concorso statale per l’insegnamento dell’Economia. Insegna a Bergamo, ma prosegue l’attività cospirativa e nel 1929 è tra i fondatori, con Carlo Rosselli, del movimento “Giustizia e Libertà”. Arrestato sul finire del 1929 per una delazione, Rossi - con altri dirigenti di “Giustizia e Libertà” - finisce in carcere e nel 1931 il Tribunale speciale lo condanna a venti anni di reclusione. Ne sconta nove, poi viene mandato a Ventotene, dove ha modo di concorrere con i suoi compagni alla stesura del federalista Manifesto di Ventotene.

Alla caduta del fascismo Ernesto Rossi raggiunse Milano, dove, il 27 agosto 1943, partecipò alla riunione di fondazione del Movimento Federalista Europeo ed entrò poi nell’Esecutivo del Partito d’Azione. Dopo l’8 settembre passò in Svizzera, dove continua l’attività resistenziale e da dove rientra a Milano nei giorni della Liberazione. Designato membro della Consulta nazionale, Rossi venne anche chiamato a far parte del governo Parri come sottosegretario alla Ricostruzione.
Dopo lo scioglimento del Partito d’Azione, svolse prevalentemente una fittissima attività pubblicistica (famosissimi i suoi articoli, raccolti nei volumi Aria fritta e I padroni del vapore, per non dire dei libri Settimo non rubare, Il malgoverno, Il manganello e l’aspersorio, Le baronie elettriche), anche se nel 1955 fu tra i fondatori del Partito Radicale che, in origine, si chiamò Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali Italiani.
Dopo la sua morte, ad Ernesto Rossi sono state intitolate una Fondazione, Circoli radicali e strade in molte città italiane. Il «democratico ribelle», come lo definisce Giuseppe Armani nel testo dedicato alla sua figura di politico ed intellettuale, ha sempre manifestato un’indole polemica e intransigente, dedito all’invettiva contro i vizi del potere, impegnato nel combattere gli interessi corporativi e clientelari dei “padroni del vapore”, attivo nei confronti dei grandi assetti monopolistici, testimone esemplare di un pensiero laico e liberale che, inevitabilmente, si è esplicitato in un’aperta dichiarazione di anticlericalismo in nome della difesa di un mondo libero dalle costrizioni ideologiche delle gerarchie ecclesiastiche e del regime fascista con cui la chiesa non mancava d’intessere relazioni, a partire dagli anni venti.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Domenico Ianniello
 

Domenico Ianniello (detto Mimì)
È stato certamente una delle figure più emblematiche della sinistra casertana nel secondo dopoguerra. Fu un intellettuale eclettico e rigoroso, di grande simpatia umana e comunicativa. Nato nel 1928 da famiglia originaria di Sora (sempre Terra di Lavoro) con papà ferroviere; unito da forti legami con la sua compagna di sempre, la moglie Serafina, ha lasciato insieme a lei i suoi tre amati figli Andrea, Pietro e Tania. Soprattutto ha lasciato un altro grande vuoto nella memoria storica del PCI e dell’intera Sinistra di Caserta.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: foto di Domenico Ianniello

Ha rappresentato l’ala intellettuale più avanzata del PCI casertano. Ingraiano convinto e coerente, anche dalla parte del gruppo de Il Manifesto, rimase all’interno del PCI con Ingrao per esercitare quella funzione essenziale della sinistra del partito. La sua impostazione, fortemente intellettuale, impregnata nel pensiero e nella ricerca del che fare, capire fino all’ossessione qualche volta, aveva però una caratteristica pregiudiziale e di fondo: il rifiuto dell’ideologismo ripetitivo, un grande senso della libertà del pensiero, partire dalla storia delle realtà sociali che incontrava, capirle e partire da esse per trarne la sintesi. La sua funzione non è mai stata quella del comunista che portava il credo e la verità ma quella di costruire momenti di organizzazione democratica della società e dei lavoratori.
Pur ricoprendo un incarico squisitamente politico e di partito, nei massimi organismi della federazione casertana del PCI, collaborava contemporaneamente con la CGIL, insieme con Paolo Broccoli e Pietro Di Sarno, per dare continuità al rafforzamento organizzativo dei braccianti e dare una testa alla storica vertenza dei mezzadri delle tenute ex borboniche di Mastrati e di Torcino.

Dette il massimo contributo all’allora segretario federale del PCI Peppino Capobianco (stiamo intorno al 1973- 74), per una svolta berlingueriana del Partito; per un profondo rinnovamento teso a ridare al PCI una nuova grande autonoma capacità di dar vita allo sviluppo dell’organizzazione democratica dei Lavoratori, dei contadini e della società. Per questo fu fatta la scelta di fondo di rinnovare e rifondare l’allora segreteria provinciale del PCI basandola sull’ingresso di due nuove esperienze sindacali, quella di Adelchi Scarano, che poi divenne segretario, e quella mia e di altri giovani dirigenti, stiamo all’inizio dell’estate 1974.
L’altra grande peculiarità e caratteristica di Mimì era quella di un rifiuto ideologico della politica e del partito come occasione di carriera. È memorabile il suo caparbio rifiuto della proposta insistente di Peppino Capobianco e di tutti noi di candidarlo come sicuro eletto in un collegio senatoriale, al momento in cui si pose l’alternanza delle cariche parlamentari nella nostra provincia. Mimì, contemporaneamente al suo forte impegno politico, contrassegnato da una grande aspirazione agli ideali di libertà e giustizia, non ha mai tralasciato la sua passione di lavoro fondato su un grande

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina libro di Domenico Ianniello Il vialone Carlo III nella storia di Caserta

amore per la matematica e la fisica.
Nella metà degli anni ’70 la vecchia guardia che dirigeva il PCI (sotto la guida di Peppino Capobianco, a cui Mimì era molto legato, insieme con i funzionari storici come Umberto Barra, Salvatore Martino, Ciccio d’Ambrosio e Salvatore De Cicco), decise di affidare le sorti della Federazione casertana ad una nuova leva di giovani quadri e militanti. Quasi tutti/e provenivano dai movimenti giovanili e studenteschi; molti abbandonarono gli studi e si dedicarono anima e corpo alla vita di “rivoluzionari di professione” (così ci definivamo allora). Alcuni passarono per la FGCI, altri dal sindacato e dalla formazione professionale, altri dall’associazionismo cattolico, prima di assumere incarichi di direzione nelle varie “commissioni di lavoro” in cui si articolava l’organizzazione della Federazione.
A memoria cerco di ricordarli: da Peppino Venditto ad Adelchi Scarano (futuri giovani segretari provinciali del PCI), da Ugo Di Girolamo ad Amedeo Marzaioli, da Franco De Angelis a Tina D’Alessandro e Luisa Cavaliere), da Michele Colamonici (che è stato Segretario Provinciale CGIL) fino al gruppo dei sindacalisti come Michele Gravano, Giancarlo Bottone, Corrado Cipullo, Franco Capobianco, Adolfo Villani, che iniziarono la loro militanza nella CGIL. Vanno aggiunti anche il pratese Claudio Martini (che è stato Presidente Regione Toscana) e Piero Lapiccirella (Ex Segretario della gioventù comunista, prematuramente scomparso a Napoli).

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Dario Russo
 

Dario Russo
Un chirurgo comunista. Una delle giornate che non dimenticherò mai fu quella vissuta all’inizio di giugno 1980 in occasione dei suoi funerali. Egli fu vittima della assurda follia e violenza di una donna che lo accoltellò in modo irreparabile nel suo studio all’ospedale civile di Capua. Era un medico di alta professionalità ed umanità, ed anche un uomo politico, un comunista sempre pronto ad aiutare i compagni e tutte le persone che si rivolgevano a lui (anche nella sua esperienza di consigliere comunale a Caserta). Poche volte, forse solo ai funerali di Enrico Berlinguer, abbiamo visto una intera città stringersi intorno al suo feretro, una folla sterminata, corale e commossa si strinse intorno a lui per l’ultimo saluto.
Un chirurgo abile, un uomo colto, di poche parole e di silenzi sereni. Una persona mite, con una bella e solida famiglia. Ed era un comunista. Il fatto di essere comunista in una città tendenzialmente democristiana, anzi molto democristiana, non gli precludeva la stima di chi non la pensava come lui. Mai, come nel suo caso, la passione politica non era di alcun peso nella valutazione della persona; di più, ne faceva risaltare gli aspetti umanamente più rilevanti. Sarebbe diventato deputato, Dario Russo, primo dei non eletti del Pci nella circoscrizione Napoli-Caserta, subentrando a Giorgio Amendola, morto da poche ore. Ma alla Camera il medico gentile non ci arrivò mai.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: In memoria di Nilde Iotti
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina del libro Nilde Iotti di Luisa Lama

In memoria di Nilde Iotti
Il 10 aprile di quest’anno ricorre il 100° della nascita di Nilede Iotti, una delle donne protagoniste della vita politica e della storia del nostro Paese, che attivamente partecipò alle lotte contro il fascismo ed alla Costituzione democratica. Per questi motivi come rete delle Piazze del Sapere/Aislo Campania – in collaborazione con altre associazioni come Toponomastica Femminile, Istituto della Storia del Risorgimento ed Auser Caserta – abbiamo deciso di dedicarle un incontro pubblico a Caserta nella libreria Pacifico. Ricorderemo il valore e la forza della sua partecipazione alla lotta antifascista, per la liberazione e rinascita democratica dell’Italia, in primo luogo nella Costituente. Lo faremo con il contributo di alcune testimonianze e contributi, come quelli di Antonio Bassolino e di Nicola Terracciano, insieme con alcune donne impegnate sul fronte sociale e culturale, come Camilla Bernabei, Lucia Monaco e Nadia Marra, riprendendo anche la biografia a lei dedicata da Luisa Cavaliere in un bel volume della collana “Le Italiane”, curata da Nadia Verdile con la casa editrice Pacini Fazzi.

Proprio in questi giorni ho ritrovato tra le mie carte un dossier che raccogliemmo nel 1989 con una ampia documentazione ed articoli dedicati alle varie iniziative di lotta sostenute in quel periodo, in particolare nei mesi successivi alla fatidica data del 25 agosto in cui nelle campagne di Villa Literno venne barbaramente ammazzato l’esule sudafricano Jerry Essan Masslo. Fu in quel periodo che in Italia si cominciò a prendere coscienza della portata del fenomeno immigratorio. Mi ricordo che allora venimmo bollati come “razzisti” su vari giornali, a seguito dei ripetuti episodi di violenza e di sangue che si susseguirono e fecero scalpore in tutto il mondo. Ci fu anche chi arrivò a definirci una sorta di “Missisipi Burning” terre del fuoco, con riferimento agli Stati Uniti. Come CGIL e movimento sindacale cercammo di reagire con varie iniziative ed incontri, che in modo emblematico chiamammo “I colori della razza”. A Villa Literno vi fu il primo sciopero con una manifestazione dei lavoratori migranti, i cosiddetti “clandestini” struttati come schiavi nei campi per la raccolta del pomodoro.
Al nostro fianco ci furono alcune figure eccezionali, come quelle dei padri comboniani del Centro Fernandes e del VE Raffale Nogaro. Fu in quesl contesto che organizzammo a Caserta la prima Conferenza nazionale sull’immigrazione, grazie alla partecipazione ed al contributo di alcuni esponenti come i zairesi Isidoro e Toussaint, l’Imam Nasser Hidouri, Mary Osai da poco scomparsa. Fu proprio nell’ambito della conferenza che Nilde Iotti - allora Presidente della Camera – accolse la nostra richiesta di incontrare una delegazione dei cosiddetti “irregolari di colore”. Va ricordato che in quella fase non c’era ancora una normativa in materia.
Come si rileva dall’articolo di Giorgio Frasca Polara su L’Unità del 15-10-1989 l’on. Iotti dialogò a lungo, ascoltò con attenzione i vari interventi (in particolare di alcune donne di Casa Rut). Nello stesso tempo assunse l’impegno di portare in parlamento le loro istanze, in primo luogo quella di varare finalmente una normativa per regolare i flussi migratori, che si ebbe da li a poco con la Legge Martelli.
Con emozione ricordo la gioia sul volto dei partecipanti, la loro gratitudine al cospetto di una donna ancora bella, dal portamento austero, ma nello stesso tempo dolce ed aperta al dialogo e al confronto con chi veniva da mondi diversi. In quegli anni il suo fu un gesto di coraggio, di alto valore istituzionale, di rottura nei confronti di tanti pregiudizi che allora come oggi inquinano l’opinione pubblica. Il suo gesto rappresentò un forte segnale per affermare i valori dell’accoglienza e della solidarietà, per ribadire i diritti di cittadinanza e di pari dignità anche per gli stranieri. Ancora una volta in quella occasione Nilde ci diede una prova della sua grandezza, una grande lezione di civiltà, di una donna che ha lasciato il segno nella storia democratica e costituente del nostro Paese. Ci piace chiudere questa nota con le parole di Livia Turco, presidente Fondazione: “Caro Pasquale, sono emozionata dalla lettera con la tua testimonianza. Sapere Nilde Iotti così vicina a Caserta in quegli anni ed alla vicenda dell'immigrazione mi fa amare ancora di più questa nostra Madre”.

** Pasquale Iorio, Le Piazze del Sapere/Aislo marzo 2020

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: fotografie
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Caserta, manifestazione del 1 maggio 1962
Caserta: manifestazione del 1 maggio 1962
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Caserta 18 dicembre 1952: Terzo convegno nazionale "Difesa canapicoltura italiana"

Caserta 18 dicembre 1952: Terzo convegno nazionale "Difesa canapicoltura italiana"
Veduta del palco con il tavolo degli oratori. Gerardo Chiaromonte è l'uomo al centro con gli occhiali.
Tratto da Immagini del Novecento dall’archivio fotografico del PCI

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Caserta 18 dicembre 1952: Terzo convegno nazionale "Difesa canapicoltura italiana"

Caserta 18 dicembre 1952: Terzo convegno nazionale "Difesa canapicoltura italiana"
Un momento del convegno. Notiamo Gerardo Chiaromonte piegato di profilo (il secondo uomo tra quelli seduti al tavolo da sinistra).
Tratto da Immagini del Novecento dall’archivio fotografico del PCI

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: 1 maggio 1954 a Caserta con Michelina Vinciguerra, la moglie di Mario Pignataro e Nella Marcellino, da Eno D'Onofrio
1 maggio 1954 a Caserta con Michelina Vinciguerra, la moglie di Mario Pignataro e Nella Marcellino, da Eno D'Onofrio
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Setificio De Negri a S. Leucio di Caserta: veduta parziale di uno degli ambienti interni del setificio; una giovane lavoratrice ritratta mentre dispone il filato su listelli in legno.

Setificio De Negri a S. Leucio di Caserta: veduta parziale di uno degli ambienti interni del setificio; una giovane lavoratrice ritratta mentre dispone il filato su listelli in legno.
Tratto da Immagini del Novecento dall’archivio fotografico del PCI

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: manifestazione antifascista a Caserta inizi anni 70
Foto di Mimi Ianniello per una manifestazione antifascista a Caserta inizi anni 70
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Caserta Piazza della Ferrovia manifestazione e corteo 1 maggio inizio anni 70
Caserta Piazza della Ferrovia manifestazione e corteo 1 maggio inizio anni 70
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Caserta Sala Provincia foto del gruppo PCI

Caserta Sala Provincia foto del gruppo PCI con Francesco Lugnano (da sinistra), Giuseppe Spiezia, Antonio Bellocchio e Antonio Romeo (già sindaco di Sparanise)

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: A Caserta Angelo M. Jacazzi con una delegazione di parlamentari PCI nella metà anni 70
A Caserta Angelo M. Jacazzi con una delegazione di Co.Re.Co di Caserta presieduto da Franchino Ianniello
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Festa de L'Unità metà anni 70 a Caserta nei Giardini della Flora
Festa de L'Unità a Roma metà anni 70
 
   
Incontro Piazze del Sapere e Guida Editore
Paolo Broccoli, Mario Guida e Paolo Cacciari
   
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: il 68 a Caserta
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina del libro di suor Rita Giaretta Non più schiave   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina del libro Raffaele Sardo Nogaro un Vescovo di frontiera   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina del libro della mostra fotografica Pasquale Stanislao Mancini