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Tonino Cangiano

 

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Antonio Cangiano
 

Antonio Cangiano
Vice Sindaco (1988) e poi Sindaco (1993) di Casapesenna. Viene gambizzato dalla camorra nell’ottobre del 1988.
Il 23 ottobre 2009 il suo fisico, così provato, non resiste più. Dopo 21 anni il piombo camorrista raggiunge il suo scopo.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Tonino Cangiano

25° anniversario del ferimento in piazza 1988-2013
Nel 1988, assessore a Casapesenna, si oppose alle ingerenze dei clan. Fu gambizzato e divenne "un uomo senza gambe che cammina dritto e libero"
Caserta - Mentre le indagini degli ultimi giorni gettavano nuovo fango sulla nostra classe dirigente, sulle nostre istituzioni, sul decoro e la dignità della nostra terra, venerdì 23 ottobre, all'ospedale di Caserta, è scomparso un politico che tanti anni fa, senza altri mezzi che il proprio coraggio e la propria determinazione, aveva cercato di porre un argine a quel malcostume nel quale stiamo sprofondando.
L'ingegner Antonio Cangiano, classe 1949, da ragazzo si era iscritto al Partito Comunista e a soli 24 anni, nel 1973, fu eletto nel primo Consiglio comunale del suo paese, appena distaccatosi da San Cipriano d'Aversa. Nel 1988, dopo anni spesi all'opposizione, il Pei passò in maggioranza attraverso un compromesso con socialisti e democristiani. Cangiano divenne vicesindaco e assessore ai lavori pubblici: una delega strategica e difficile da gestire, visti i ghiotti appetiti che suscitano da sempre gli appalti degli enti locali.

Cangiano voleva mettere mano al piano regolatore e bloccare una serie di appalti concessi senza gare regolari ad imprese vicine alla camorra.
La tragedia. Il 4 ottobre 1988, in piazza Petrillo, "Tonino" Cangiano fu ferito alle gambe in un agguato di camorra e da allora era stato costretto a vivere su di una sedia a rotelle. Intanto la situazione politica del paese precipitava e il consiglio comunale venne sciolto nel 1991 con decreto del presidente della Repubblica per infiltrazione mafiosa.
Il 21 novembre 1993, dopo due anni di commissariamento, si tornò alle urne: con la nuova legge elettorale, per la prima volta, il sindaco sarebbe stato eletto direttamente dai cittadini e non dai partiti presenti in consiglio. A pochi giorni dalla scadenza per presentare le liste il parroco di Casapesenna, don Luigi Menditto, e alcuni esponenti dei comitati dei cittadini proposero a Cangiano di candidarsi a sindaco per la lista civica Insieme per Casapesenna, espressione della società civile, delle associazioni dei cittadini e dell'Azione Cattolica.
La vittoria. Cangiano divenne sindaco con 4.000 voti. Ma la gioia durerà poco: dopo neanche due anni il primo cittadino, evidentemente stanco delle minacce e delle pressioni della camorra, sarà costretto alle dimissioni e l'ente nuovamente sciolto dal Governo.
Con gli anni le condizioni di salute di Cangiano erano peggiorate, fino alla completa amputazione degli arti inferiori e alla prematura scomparsa. I funerali si sono tenuti ieri nella chiesa parrocchiale S. Croce di Casapesenna. Il messaggio ai giovani. A giugno, in occasione delle elezioni comunali, Cangiano aveva dichiarato il suo appoggio alla lista civica Insieme per Cambiare: "Ci vuole un forte ricambio nella gestione della cosa pubblica, c'è bisogno della discesa in campo di giovani di buona volontà che vogliono bene al proprio paese e vogliono impegnarsi per fare la cosa giusta, siamo arrivati al punto di non ritorno, è ora di migliorare la vita della gente del nostro territorio. I giovani non devono disinteressarsi alla politica perché è la politica che decide come devono vivere, se devono avere un posto di lavoro, se devono sperare di potersi costruire una casa e formarsi una famiglia. I giovani devono capire che ormai non possono più stare a guardare, devono fare. Sono i giovani i veri portatori di nuove idee. Sono i giovani che non conoscono i compromessi.

Diventa Sindaco di Casapesenna, nel 1993 con un plebiscito di voti. E diventa subito il fulcro principale, anche di molti giovani che si affacciavano per la prima volta in politica. Un grande uomo, pronto a dare sempre il suo consiglio.