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100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: titolo Casal di Principe della pagina Sezioni
 

Renato Natale
Francesco D'Ambrosio
Ubaldo Natale
Terra dei fuochi la prima denuncia del PCI del 1988

 

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Renato Natale
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: foto copertina del libro Il Sud che resiste di P. Iorio

Nel ricordo di Jerry Masslo, il Sud che non vuole cedere alla camorra di Renato Natale

Le nenie africane dei funerali di Masslo riecheggiavano ancora nella mente, insieme al ritmo festoso dei tamburi di latta della straordinaria manifestazione antirazzista del settembre di quell’anno. Eravamo nell’ottobre dell’89, anno cruciale della storia mondiale e d’Italia: a Tien an Men il regime comunista cinese mostra il suo volto più duro, con i carri armati che sparano su giovani studenti che vorrebbero una perestroika cinese, a Berlino cade il muro della vergogna e si avvia inesorabile la fine del colosso sovietico.
In Italia le prime battute di tangentopoli e lo scioglimento del Pci, con la svolta della Bolognina operata da Occhetto, creano le premesse per la fine della Prima Repubblica; la mafia alza il tiro contro lo Stato con il primo attentato a Falcone, mentre va sempre più sviluppandosi un movimento di contrasto alla criminalità organizzata, spesso sotto la guida della Chiesa.

È questo l’anno in cui muore Jerry Essan Masslo, sudafricano rifugiatosi in Italia per sfuggire alle persecuzioni razziali del suo paese (pochi mesi dopo viene liberato in patria Nelson Mandela), ucciso nel corso di una rapina da giovani balordi di Villa Literno.
Dopo quella morte milioni di cittadini in provincia di Caserta e in Italia acquistano coscienza del problema immigrazione; a Roma, un mese dopo l’assassinio, si svolge a settembre la più grande e straordinaria manifestazione antirazzista della storia d’Italia. Il 24 ottobre di quell’anno sei medici e un’assistente sociale (professor Armando Del Prete, dottor Nunziante Maisto, dottor Benedetto Caterino, dottoressa Angela Ruggiero, dottor Mario Pellegrino, il sottoscritto dottor Renato Franco Natale e l’assistente sociale Maddalena Ponticello) si ritrovano nello studio di un notaio a Caserta per dar vita ad un’associazione di volontariato, dedicata a Jerry Masslo; è presente anche Pasquale Iorio, responsabile della Cgil provinciale, che in qualche modo aveva contribuito alla formazione del gruppo e alla nascita dell’associazione. L’idea era sorta durante i funerali di Masslo e aveva trovato il sostegno, oltre che della Cgil casertana, anche dell’amministrazione comunale di Villa Literno (di cui era sindaco Biagio Ucciero). I sottoscrittori dell’atto costitutivo erano quasi tutti militanti del sindacato o di formazioni politiche di sinistra.
Da tempo impegnati a fianco degli immigrati, nei giorni convulsi che seguono alla morte violenta di Masslo, decidono che non è più possibile stare con le mani in mano, mentre c’è gente che soffre e muore per la mancanza di assistenza sanitaria in uno dei paesi più industrializzati del mondo, e che non è più sufficiente solo la battaglia politica per ottenere norme e leggi che garantiscano l’intervento dello Stato, ma è necessario rimboccarsi le maniche e da subito mettere a disposizione di chi ne ha bisogno la propria professionalità ed il proprio impegno volontario e gratuito. Primo presidente è eletto il professor Armando Del Prete, primario ortopedico dell’Ospedale Santobono di Napoli e docente universitario presso la Federico II (che lascerà l’incarico di presidente nell’aprile del ’98, per gravi motivi di salute e morirà di lì a poco).
Comincia così l’avventura dell’associazione di volontariato medicosociale Jerry Essan Masslo. Il Comune di Villa Literno mette a disposizione un locale trasformato in ambulatorio con una scrivania ed un lettino medico; lì dal febbraio del ’90 svolgiamo la nostra attività di assistenza sanitaria agli immigrati con turni bisettimanali che vedono impegnati i soci fondatori (soprattutto Giuseppe Pellegrino, Renato Natale e Nunzio Maisto, che, in quanto responsabile della Cgil Medici, organizzerà uno sciopero bianco dei sanitari di guardia medica, con la devoluzione di una giornata di lavoro alla nostra associazione), cui si aggiungerà, dopo pochi mesi, il dottor Corrado La Rocca. Restiamo in questa struttura circa un anno, durante il quale collaboriamo con il Comune in un programma di educazione sanitaria nelle scuole, e di prevenzione delle deformazioni della colonna vertebrale, con visite gratuite ai ragazzi della scuola dell’obbligo.
Nell’agosto del 1990 partecipiamo al Campo di accoglienza dei lavoratori immigrati a Villa Literno (il secondo in Italia dopo quello di Stornara in Puglia del 1989). In una tenda viene sistemato l’ambulatorio, e con i farmaci messici a disposizione dalle organizzazioni responsabili del Campo (Cgil, Arci, Fgci, organizzazioni cattoliche ecc.) cerchiamo di rispondere ai bisogni di salute dei tanti giovani africani venuti d’estate per la raccolta del pomodoro e degli altri prodotti agricoli. L’ambulatorio di Villa Literno resta aperto fino al novembre 1990, quando chiudiamo perché registriamo una riduzione notevole dell’utenza, dovuta non al calo delle presenze immigrate su quel territorio, ma ad una difficoltà a comunicare la nostra presenza ad una popolazione soggetta a frequenti trasmigrazioni, timorosa di rivolgersi a qualsiasi struttura o servizio pubblico, per le sue condizioni di clandestinità.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: D'Ambrosio Francesco
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: D'Ambrosio Francesco

D'Ambrosio Francesco (Ciccio) - (04.08.1922 - 02.01.2014)
di Antonio Fontana, già Segretario della sezione del PCI di Casal di Principe

La vicenda politica di D'Ambrosio è un esempio classico di come il PCI sia stato luogo di riscossa sociale nei territori meridionali, per tanta parte della classe operaia. Il compagno "Ciccio" fu un operaio/sindacalista della Ferrocementi di Napoli, quando decise di aderire al Partito Comunista (anni 50) e dopo poco tempo si fece promotore, assieme a pochi altri, dell'apertura di una Sezione a Casal di Principe. Nello stesso periodo, tra gli iscritti e l'opinione pubblica casalese, si realizzò l'identificazione del

"leader" comunista nella figura di D' Ambrosio.
Lui aveva un carisma naturale che si esprimeva soprattutto quando era necessario " salire sulle tavole " per parlare al popolo, cosa che faceva con innata irruenza oratoria e che gli conquistò la stima anche degli avversari politici. Ciccio era un autodidatta in formazione politica continua: accanito lettore di libri, non si faceva mancare mai l'Unità e Rinascita. La sua presenza decennale nel consiglio comunale come Capogruppo (fu anche Vicesindaco nella giunta Petrillo) e la sua puntuale azione di opposizione alle amministrazioni dei "signori" democristiani, quasi tutti provenienti da famiglie di agricoltori possidenti o benestanti, lo resero figura simbolo della contrapposizione di classe. Fu così che alla fine degli anni sessanta, iniziarono ad iscriversi alla sezione, un nucleo di giovani studenti, diplomati e laureati che in seguito divennero dirigenti e rappresentanti politici nelle istituzioni.
D'Ambrosio era un funzionario della Federazione di Caserta e membro del Comitato Federale: per queste funzioni era conosciuto in tutte le sezioni della Provincia Nell'ultimo periodo della sua vita si dedicò al Patronato Epasa, senza mai smettere la sua iscrizione anche quando il PCI divenne PDS, DS e PD.

Nella foto Massimo D'Alema consegna a Ciccio una targa ricordo per la lunghissima militanza

 

Casal di Principe, si è spento Ciccio D'Ambrosio: un comunista d'altri tempi

Si è spento a 93 anni Francesco D'Ambrosio. Un comunista della prima ora, un esempio di dirigente politico delle nostre terre. Operaio Specializzato (Ferraiolo) della Ferrobeton (grande impresa del nord) impegnata nella ricostruzione del Sud per conto della Cassa del Mezzogiorno (fine anni ‘50) - Grandi viadotti, Grandi opere pubbliche, Autostrada A1 - Organizza il sindacato in azienda e viene successivamente chiamato a dirigere la Fillea-Cgil (Organizzazione Sindacale degli Edili e dei lavoratori del Legno) della provincia di Caserta. Nei primi anni ’60 mantiene uno stretto legame di militante e dirigente con la Camera del Lavoro e il Partito Comunista Italiano della provincia di Caserta. D’Ambrosio è stato sempre in prima fila impegnato a costruire e organizzare le lotte per l’abolizione del sottosalario e la conquista dei Contratti di Lavoro. Si ricorda la lotta e l’occupazione della Moccia di Alvignano (impresa di lavorazioni di mattoni e affini) per la conquista di diritti per i lavoratori ed in particolare l’abolizione del sottosalario e l’applicazione dell’orario di lavoro.
Fu numerose volte Consigliere comunale del PCI a Casal di Principe e ricoprì la carica di Assessore per la sua Città. È stato sempre un punto di riferimento del Partito Comunista nella Zona Aversana ed in tutto il territorio della provincia di Caserta. È stato membro del Comitato Federale e della Commissione Federale di Controllo della Federazione del PCI di Caserta. Negli anni 68/69 ha diretto le lotte nella rivolta di Castel Volturno dirigendo i lavoratori edili impegnati nell’espansione di Baia Domitia per il rispetto e la conquista dei più elementari diritti sui luoghi di lavoro contro la sopraffazione, il lavoro nero, gli incidenti e le morte bianche sui cantieri di lavoro. Negli anni ‘70 D’Ambrosio contribuì a costruire sul territorio casertano la CNA, la Confederazione dell'Artigianato ne fu Direttore del Patronato.
Ciccio D’Ambrosio è stato come i tanti di allora e come i pochi di ora esempio di come si diventata dirigente politico partendo dal basso. Ciccio D’Ambrosio persona e dirigente politico onesto e di altissime qualità umane che amava parlare sempre con competenze specifiche e sapeva ascoltare la voce dei più deboli. Infine un bellissimo ricordo: Ciccio da quando ha iniziato giovanissimo la sua militanza politica nel PCI non ha mai smesso (fino a ieri) di comprare e leggere l’Unità.

** Tratto da L’Eco di Caserta di venerdì 03 Gennaio 2014

 

Aggressione a Casal di Principe Dirigente comunista aggredito e minacciato con un revolver

Il 18 maggio era stata fatta esplodere una bomba al tritolo contro I'abitazione dell'ex sindaco - La solidarietà dei cittadini verso il dirigente del PCI. A Casal di Principe un centro del Casertano, ieri il compagno Francesco D'Ambrosio, dirigente provinciale del PCI, mentre era intento a discutere con alcuni lavoratori, è stato di sorpresa aggredito e successivamente minacciato con una pistola da un certo Giuseppe Visone, noto esponente DC del luogo. L'episodio teppistico, di cui il compagno D'Ambrosio è stato vittima, è l'ultimo in ordine di tempo di una lunga serie iniziata alcuni giorni prima delle elezioni da parte di un gruppo di scalmanati assoldati dalla DC attraverso assunzioni dell’ultima ora in enti o istituti di sottogoverno (come il Consorzio di Bonifica) e messi quindi al servizio dei candidati dello scudo crociato.
Alle denunce politiche del PCI contro questi metodi clientelari e truffaldini di condurre la campagna elettorale, la DC sceglieva ben presto e senza esitazione la via del ricatto, delle minacce e delle provocazioni, fino a giungere all'esplosione di una bomba al tritolo la sera del 18 maggio contro il fabbricato del compagno Delio Iorio, ex sindaco di Casal di Principe, reo di aver aderito all'appello di Ferruccio Parri e di essersi schierato assieme ad un gruppo di giovani studenti al fianco del PCI. Ma gli elettori ed i lavoratori di Casal di Principe hanno saputo dare alla DC la giusta risposta dando ai comunisti il 41 % dei voti sia alla Camera che al Senato, con un aumento del 4% rispetto al '63.
Artefice di questa avanzata e stato in primo luogo il compagno D'Ambrosio, ciò evidentemente dava fastidio alla DC al punto di mettere in atto una aggressione punitiva di marca fascista. Non appena si e appresa la notizia della bravata migliaia di lavoratori e di cittadini di Casal di Principe e della provincia si sono recati dal compagno D'Ambrosio per esprimere la propria solidarietà. Nell'opinione pubblica cittadina questo nuovo e grave episodio di inciviltà non ha fatto altro che screditare ulteriormente in Casal di Principe ed in tutta la zona aversana la DC.

** Tratto da L’Unità del 26 maggio 1968

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Ubaldo Natale
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Ubaldo Natale

La morte di un comunista: se n’è andato Ubaldo Natale
È morto Ubaldo Natale, storico esponente del Partito Comunista Italiano. Da sempre vicino al sindaco Renato Natale nell’enunciazione delle sue lotte per la legalità. Natale abbracciò il comunismo come filosofia di vita per migliorare il proprio territorio, preda di malaffare.
Nel dopoguerra divenne un punto di riferimento, all’interno del PCI, della parte più aperta ai movimenti sociali, ed è ricordato in generale come esponente dell’ala sinistra del partito. Negli ultimi anni ha appoggiato le formazioni della sinistra e il sindaco Renato Natale, affiancando il primo cittadino.

Oggi si celebreranno i suoi funerali, alla presenza di tutte le istituzioni, esponenti del PCI e tanti cittadini, per l’ultimo saluto, al personaggio storico tra i più stimati del paese. A darne notizia il sindaco che ha così espresso il proprio cordoglio: “Oggi ci ha lasciato Ubaldo Natale, compagno di tante battaglie, sempre disponibile, e coerente con le sue scelte. Ricordo la militanza nel PCI, che ci ha visto insieme ad altri affrontare sfide difficili e a volte pericolose. Ha continuato a starmi a fianco fino al suo ultimo respiro. Caro Ubaldo, ora hai raggiunto i tanti altri amici e compagni che in questi anni ci hanno lasciato, salutali a nome mio, e fallo con il pugno alzato come ci salutavamo un tempo a significare che non molleremo mai, come non hai mai mollato tu.
Centinaia i messaggi di addio per Ubaldo, eccone alcuni commoventi e significativi.
Pasquale Corvino “Caro Ubaldo, mi mancheranno la tua ferrea convinzione che verrà comunque un mondo migliore e i simpatici teatrini nel bar del Mastrone su chi dovesse pagare il caffè a chi. Il tuo, compagno Ubaldo, è, oggi, il riposo dei giusti.
L’assessore Marisa Diana “Portero’ con me le lacrime di gioia per la nostra vittoria elettorale nel giugno 2014, la coerenza e “il dire pane al pane e vino al vino”, l’affetto e la stima che ricambiavo dal profondo del cuore… Di persone come lui ne ho conosciute poche… Un abbraccio forte Ubaldo… Resta con noi nelle quotidiane battaglie!
Antonio Mottola “Un altro pezzo della Sinistra Feconda di Casale se ne va. Salutaci Ciccio, Ulderico e gli altri, colonne portanti del PCI storico.
Carlo Scatozza “Grande compagno e maestro di vita, punto di riferimento per generazioni di militanti per comprendere Casale e le lotte li fatte. Alla famiglia le Mie Condoglianze, fiero di averlo conosciuto.
Enrico Corvino “Ubaldo, amico di una vita e sempre disponibile, sin dagli anni, quando prestava servizio presso l’Ospedale Cotugno di Napoli, dove si prodigava continuamente per tutti i CITTADINI CASALESI, che si rivolgevano a Lui. Sono molto vicino alla sua famiglia.

** Tratto da CasertaCE del 16 agosto 2018

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Documento sulla Terra dei fuochi la prima denuncia del PCI di Casal di Principe del 1988
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Documento sulla Terra dei fuochi la prima denuncia del PCI di Casal di Principe del 1988

Documento sulla Terra dei fuochi la prima denuncia del PCI di Casal di Principe del 1988

** Tratta da Il Lazzaro 18 novembre 2013: link