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Maria Almaviva
Carmine Cimmino
Andrea Sparaco
Virginia Rosano Cimmino
Fotografie

 

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Maria Almaviva
 

Maria Almaviva (1932 – 2019)
Il sindaco di Marcianise Antonello Velardi l’ha commemorata con parole toccanti: “Se ne è andata ieri sera Maria Alma- viva, aveva 87 anni. Ai più giovani il nome non dirà niente, ma con lei si chiude un periodo storico della provincia di Caserta e non solo. Maria Almaviva era la vedova di Peppino Capobianco, monumento della sinistra campana. E lei stessa è stata protagonista di straordinarie battaglie politiche. Fu la prima consigliera comunale donna della provincia di Caserta nel periodo della rinascita democratica. Sedette nei banchi del consiglio comunale di Marcianise alla fine del 1952, fu il simbolo di un femminismo mai ostentato ma sempre praticato in tempi difficili e di grandi chiusure”.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Maria Almaviva

E’ morta Maria Almaviva, prima consigliera donna in Terra di Lavoro. Era la moglie di Peppino Capobianco e la mamma di Franco e Giovanni.
Mondo della politica in lutto. E’ morta Maria Almaviva, vedova di Peppino Capobianco, faro assoluto di tutto il mondo della sinistra in Terra di Lavoro e madre di Franco Capobianco, ex assessore provinciale, più volte consigliere a Caserta e uomo di punta del centrosinistra in Terra di Lavoro negli ultimi venti anni, e di Giovanni Capobianco, già consigliere a Capodrise e dirigente di Rifondazione Comunista. La stessa Maria Almaviva ha rappresentato una pagine importante per la politica nostrana, in quanto è stata la prima donna consigliere comunale. Ne ricorda la figura anche Antonello Velardi sindaco di Marcianise. «Se ne è andata stasera Maria Almaviva, aveva 87 anni. Ai più giovani il nome non dirà niente, ma con lei si chiude un periodo storico della provincia di Caserta e non solo. Maria Almaviva era la vedova di Peppino Capobianco, monumento della sinistra campana. E lei stessa è stata protagonista di straordinarie battaglie politiche – ha spiegato - Fu la prima consigliera comunale donna della provincia di Caserta.

Sedette nei banchi del consiglio comunale di Marcianise alle fine del 1952, fu il simbolo di un femminismo mai ostentato ma sempre praticato in tempi difficili e di grandi chiusure. Maria Almaviva era la mamma di Franco Capobianco, protagonista della vita politica casertana degli ultimi decenni in diversi ruoli. A lui va un forte abbraccio da parte di tutta la comunità di Marcianise che ricorda con orgoglio la prima consigliera comunale della sua storia. Un abbraccio anche ai fratelli Giovanni e Teresa (moglie del prefetto Ennio Sodano). Maria Almaviva viveva a Capodrise dove si terranno i funerali - una cerimonia laica, in via Elpidio Jenco 28 - sabato mattina, alle 10. Poi raggiungerà il suo Peppino nel cimitero di Santa Maria a Vico».

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Carmine Cimmino
 

Carmine Cimmino
Uno storico socialista. In un saggio denso di empatia (pubblicato nella sua Rivista Storica) Nicola Terracciano ha delineato un suo profilo biografico di alto spessore, di un uomo politico socialista dedito ai beni comuni, educatore e promotore culturale, storico e ricercatore sociale di grande valore. Si inizia con la sua data di nascita il 25 maggio 1934 a Capodrise (allora frazione di Marcianise), paese agricolo di circa 5.000 abitanti, vicinissimo a Caserta, legato soprattutto alla cultura del tabacco – e prima ancora della canapa. Apparteneva ad una distinta famiglia di professionisti (il padre Antonio era docente), nella quale la cultura e l’impegno civile erano stati sempre valori fondamentali: si pensi ai legami di parentela col poeta Elpidio Jenco (a cui Cimmino dedicò un numero della sua rivista) ed alla militanza a sinistra nel secondo dopoguerra della stessa madre Francesca Moriello nell’Unione donne Italiane (UDI).
L’influsso materno fu fondamentale, avendo Carmine perso il padre quando era ragazzo ed era rimasto solo con la sorella Carmina e la zia materna Maddalena. Dedicando le sue migliori energie alla ricerca storica e a suscitare incessanti iniziative

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Carmine Cimmino
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina libro di Carmine Cimmino Primo centenario della nascita di Elpidio Ienco

culturali, si segnalò nel 1974 con il fondamentale volume Democrazia e socialismo in Terra di lavoro (1861-1915). Due anni dopo fondò la Rivista Storica di Terra di Lavoro, che ha diretto fino alla morte, e più tardi nel 1978 promosse il comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, di cui assunse la Presidenza.
La storia fu la sua grande passione, a cui dedicò le migliori energie e tutti i mezzi possibili, con una dedizione quotidiana incessante, che si esprimeva non solo nei lunghi tempi trascorsi presso gli Archivi di Caserta, di Capua, di Napoli, ma anche nella promozione di tante iniziative, coinvolgendo nella ricerca amici locali ed organizzando convegni, tra i quali furono notevoli quello di Arpino su Economia e società civile nella Valle del Liri nel XIX secolo del 1981 e quello di Vairano-Caianello su Garibaldi del 1982, raccolti in preziosi volumi.
Pur interessandosi a tutta l’area di Terra di Lavoro da Arpino a Isola Liri (di cui aveva studiato le singole vicende industriali dagli inizi ottocenteschi fino al suo tracollo dopo

un secolo) a Sessa Aurunca, a Mondragone, un sentimento particolare espresse con lavori specifici verso il paese natio Capodrise e verso la contigua Marcianise, sede del suo lavoro di docente ed el suo impegno culturale. Ma l’interesse storiografico riguardava anche Napoli, la Campania e il Mezzogiorno in generale.
L’impegno politico fu precoce ed assorbente, tanto che aderì giovanissimo al PCI, diventando animatore di battaglie locali, sociali ed amministrative nella dura situazione degli anni cinquanta, quando la militanza costava in termini personali e familiari. Non aveva ambizioni da burocrate o da professionista politico, ma sentiva preminente e fondamentale solo il dovere dello schierarsi e del lottare in modo disinteressato a fianco degli umili e dei subalterni, per la loro emancipazione sociale e culturale, anche contro le linee ufficiali del partito, allora su posizioni staliniste sia a livello centrale che periferico. Oltre che consigliere, Carmine fu a Capodrise anche assessore ai lavori pubblici nei primi anni ottanta. Noti erano il suo rigore e la sua dedizione al bene comune.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina libro di Carmine Cimmino Democrazia e socialismo in Terra di Lavoro
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Andrea Sparaco
 

Andrea Sparaco
22 agosto 2018: sette anni dalla scomparsa di Andrea Sparaco: gli amici si incontrano per ricordarlo (di Francesca Nardi da Appia Polis)

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: locandina per l'articolo su Andrea Sparaco

Il 23 agosto 2011, Andrea Sparaco ci ha lasciato, ma il suo ricordo è ben vivo nella comunità. Domani alle 11 gli amici e chi vorrà, porteranno un fiore ed un saluto all’artista scomparso. Andrea Sparaco ci lascia una preziosa eredità, culturale, umana, politica, artistica. Una lezione di stile, di impegno civile, di generosità e dedizione per la sua terra, per l’arte e per la sinistra.
Tutto il suo agire di uomo e di artista è fuso inscindibilmente con il suo impegno politico e sindacale. Andrea ha lasciato alcune sue carte, i pizzini, i manifesti politici e sindacali, all’Archivio di Stato di Caserta, dove si trovano alcune sue opere che Paolo Pietro Broccoli ha donato allo Stato italiano e che fanno parte insieme a migliaia di libri e km di documenti del Fondo Paolo Pietro Broccoli. L’intento era di farne una mostra permanente, ma Caserta è quel posto in cui un Archivio di Stato da 30 anni cerca casa e quando la trova, nei locali della Reggia, qualcuno decide arbitrariamente di "chiudere i cancelli", (in tutti sensi) e boicottare il trasferimento dell’Archivio.
Solo nella provincia più sgangherata d’Italia, può succedere che nel Museo della

Reggia di Caserta, non vi sia una parete per ospitare una mostra permanente di un artista noto ed amato. Caro Andrea, noi continueremo la nostra battaglia, sappiamo che tu combatteresti al nostro fianco. Finalmente pare che un venticello favorevole, sembra spirare, nel verso giusto. Ciao Andrea, oggi più che mai abbiamo bisogno di te!

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: foto di Andrea Sparaco e Pietro Broccoli   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: disegno di Andrea Sparaco
 

Arte in movimento. Gli anni Settanta in Campania a cura di Luca Palermo
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Andrea Sparaco e la modernizzazione di Terra di Lavoro di Paola Broccoli
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Come e perché ricordare di Gaia Salvatori
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• Guida alla mostra "Un artista in Archivio: Andrea Sparaco" di Orsolina Foniciello
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Lavoro 1921-2021: disegno di Andrea Sparaco   Lavoro 1921-2021: disegno di Andrea Sparaco   Lavoro 1921-2021: disegno di Andrea Sparaco
 

Andrea Sparaco
Andrea Sparaco nasce a Marcianise nel 1936; studia dapprima presso l’Istituto Statale d’Arte ed in seguito frequenta i corsi di scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le sue prime esperienze artistiche si muovono nell’ambito del neorealismo e lo portano a partercipare a numerose mostre collettiva a partire dal 1958. La sua è una pittura priva di ogni formalismo ed attenta all’uomo, all’ambiente, alle questioni belliche, al mondo del lavoro, al tema della città e del rapporto uomo-macchina.
Un anno chiave nel percorso artistico di Andrea Sparaco è, senza dubbio, il 1966 quando lo si trova tra i promotori del “Gruppo Proposta 66 Terra di Lavoro che, in un secondo momento, assumerà la denominazione di “Comune 2”. Come membro dei suddetti collettivi, attivi fino alla fine degli anni Sessanta, darà vita ad una intensa attività di ricerca artistica e di comunicazione socio-politica intessendo rapporti di collaborazione e di corrispondenza con gli ambienti culturali più vivaci del periodo.
Con l’esaurirsi delle attività del collettivo, Sparaco, a partire dagli anni Settanta orienta la sua ricerca sulla grafica che, in seguito, utilizzerà come momento progettuale dei suoi oggetti polimaterici. Comincia, così, in questi anni ad elaborare nuove ipotesi lavorative e nuove metodologie che si palesano nella costruzione delle cosiddette “Macchine non funzionali” nelle quali è ben palese l’intento dissacratorio nei confronti della tecnologia. A partire dal 1973 tiene mostre personali in Italia (Milano, Genova, Napoli, Pordenone, Bergamo, Caserta) e all’estero (Stoccarda, Monaco, Karlsruhe, Anversa).
Con gli anni Ottanta la sua ricerca grafica si carica di connotazioni concettuali che, inevitabilmente, finiscono con l’influenzare anche la sua produzione plastica caratterizzata da un costante utilizzo del legno, materiale molto amato dall’artista e da lui recuperato come simbolo di una manualità povera.
Le opere di questo periodo procedono, per lo più, per cicli (Automatismi della memoria, Codici meridionali, Lettere e cifre, La memoria ha un gran futuro, Il libro e la pagina, Lettere dal disagio, etc…).
Gli anni novanta sono caratterizzati da numerose mostre in Campania (Capua, Napoli, Caserta, Gaeta, Santa Maria Capua Vetere) e più volte a Roma: mostre per lo più antologiche con un occhio di rigaurdo per i suoi Manifesti.
Andrea Sparaco muore nell’agosto 2011 mentre una sua mostra ancora si teneva a Teano (Figure Dialoganti).

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: disegno di Andrea Sparaco   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina di un libro sui disegni di Andrea Sparaco   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: disegno di Andrea Sparaco
 

“Figure dialoganti: i pizzini dell’anima”. Quasi un presagio, la raffinata ricerca di una sublimazione eterea. Andrea Sparaco aveva dato questo titolo alla mostra inaugurata domenica scorsa nella Chiesa dell’Annunziata a Teano e tuttora in corso.
Ora Andrea Sparaco non c’è più. Era nato a Marcianise nel 1936. I suoi “pizzini dell'anima’’ li ha lasciati come eredità terrena, portando con sé la storia di un uomo ricco di sentimenti e di genialità. Anche se le sue opere continuano e continueranno a vivere, un senso di vuoto, uno smarrimento totale invade il mondo artistico di Terra di Lavoro.
Il suo studio in via Mazzocchi 26 a Caserta, nel quartiere storico della Santella, in quello che è stato definito un tempo il quadrilatero dell’arte, ebbene il suo studio è stata la palestra formativa di generazioni di artisti, di operatori culturali e di intellettuali (due definizioni di altri tempi), di giovani intraprendenti desiderosi di frequentare il “salotto buono” della città. Qualcuno ha tenuto la sua prima esposizione proprio nel magmatico e pullulante studio di Andrea Sparaco.
Eppure, il suo atelier era la sua immagine. Ordinato fino all’ossessione, razionale come solo un artista può esserlo, contaminando paradossalmente regole e trasgressioni. E poi sensibile, di un’umanità sconvolgente, di una delicatezza estrema. Ma bastava avviare una discussione e solo allora il suo temperamento si scaldava sempre più. Sosteneva con vigore le sue tesi artistiche, sociali, politiche. Sosteneva con forza le sue idee e riusciva sempre ad averne. Idee buone, idee nuove, idee rivoluzionarie.
Dire che ha iniziato la sua attività nel 1958 non basta, è un connotato biografico ma non è quello che gli dà autorevolezza storica. Il 18 febbraio 1967 inaugurava insieme con le menti migliori della sua generazione e del suo territorio la collettiva “Nuove presenze di Terra di Lavoro: Proposta 66” al Circolo Sottufficiali di Caserta. E lì iniziava la grande storia che avrebbe accomunato Andrea Sparaco, Crescenzo Del Vecchio, Gabriele Marino, Antonio de Core, Attilio Del Giudice, i grandi protagonisti dell’arte casertana a partire dagli anni Sessanta. Ognuno diverso dall’altro per linguaggio ma soprattutto per identità culturale.
Andrea Sparaco ha sempre incarnato, seppure giovane all’epoca, il ruolo del vecchio saggio, con un’interpretazione sempre più calzante con il passare dei decenni. Si trovava molto a suo agio nel progettare eventi collettivi, nello spronare iniziative comuni, nel motivare sé stesso e gli altri. Da lui partirono le prime prese di posizione di carattere internazionalistico degli artisti casertani, a cominciare dal 1968 per la Grecia, poi per il Vietnam, per il Sudafrica. È stato lui a realizzare decine e decine di manifesti, soprattutto negli anni Settanta-Ottanta, per iniziative territoriali del Partito Comunista o della Cgil. E con la sua proverbiale accuratezza presentò tutti questi materiali in una splendida mostra allestita nel 2007 nella sala delle Matres Matutae al Museo Campano di Capua.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: copertina del libro Arte in Terra di Lavoro

E come non ricordare precedentemente la personale tenuta sempre a Capua nel 1990 nella chiesa di San Salvatore a Corte, dall’emblematico titolo "La memoria ha un grande futuro". Nel 2001, poi, aveva realizzato una significativa antologica nell’ex tabacchificio di Santa Maria Capua Vetere, in quella che era diventata la sua città. Ancora una volta il titolo è illuminante: “Disegnare il tempo, scolpire la memoria: geometrie emozionali”. La mostra era a cura di Domenico Papa, catalogo Electa. In quell’occasione si tenne un incontro-dibattito con la partecipazione dei filosofi Massimo Cacciari e Lucio Saviani.
Andrea Sparaco è stato veramente un testimone attivo del suo tempo, capace di rapportarsi ai protagonisti della cultura nazionale, a cominciare dal compositore Luigi Nono, passando attraverso il genio di Luigi (Luca) Castellano. Nonostante ciò aveva scelto di essere un artista calato nella propria realtà territoriale, legato alle sue radici familiari e culturali. Per questo era e resterà per sempre un genius loci romantico, convinto che la cultura prima o poi sarebbe dovuta andare al potere.
Enzo Battarra

 

Si inaugura la mostra "Andrea Sparaco. Una storia che parla agli uomini"

Lunedì 28 dicembre alle ore 12.00 nelle sale del Museo d'Arte Contemporanea della Città di Caserta, presso il Centro Servizi Culturali Sant'Agostino in via Mazzini, sarà inaugurata la mostra "Andrea Sparaco. Una storia che parla agli uomini" promossa da Confindustria Caserta in collaborazione con Comune di Caserta, Provincia di Caserta e Ordine degli Architetti. La mostra è stata curata dal critico d'arte Enzo Battarra.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Disegno di Andrea Sparaco

In omaggio ad Andrea Sparaco di Pasquale Iorio
Nei giorni scorsi ho saputo per caso che un gruppo di persone sta promuovendo delle iniziative con mostre per ricordare la figura di Andrea Sparaco, scomparso quattro anni fa. Mi sembra una buona idea per rendere omaggio ad uno degli artisti ed intellettuali più importanti di Terra di Lavoro. Di lui sono rimaste solo alcune tracce, come la sala dedicata nel Polo Culturale della Provincia di Caserta a Villa Vitrone. Ci sono stati anche eventi in sua memoria, come quello realizzato qualche mese fa presso la SUN nella sede di S. Maria Capua Vetere. Poca cosa rispetto alla sua opera e al ricco patrimonio culturale che ci ha lasciato in eredità.

Ricordo che nelle settimane successive alla sua morte organizzammo un evento nella Feltrinelli di Caserta, con i familiari. Ora è giunto il momento di colmare un vuoto, grazie anche ad alcune lodevoli iniziative (come quelle avviate dall’università e realizzate in collaborazione con Agrorinasce con la mostra degli artisti di Terra di Lavoro negli anni ’70 nel bene confiscato che ora è un bene comune, un centro di aggregazione artistica e giovanile nel cuore di Gomorra, a Casapesenna).
A tal fine cercheremo anche noi, come rete delle Piazze del Sapere, di ricordare e far rivivere i tratti salienti di un artista, un vero “intellettuale collettivo” (per riprendere un concetto gramsciano). Il primo dato che bisogna sempre mettere in evidenza è proprio questa caratteristica fondamentale, imprescindibile in Sparaco (come in tanti altri artisti ed intellettuali della sua epoca) : la volontà e la capacità di tenere sempre insieme, ben connessi la creatività artistica con l’agire quotidiano, con il suo fare politica (nel PCI) ed impegno nel sociale (nella sua CGIL, ed in particolare con la FLM, la federazione unitaria dei metalmeccanici, come ha ricordato di recente Luisa Cavaliere).
Di questa impronta particolare bisogna tener conto anche oggi, a partire dalla scelta dei luoghi e dei promotori, per mantenere una coerenza e congruità con il suo pensiero e con la sua opera di artista e di cittadino democratico. Anche attraverso la lettura di testi come quello curato da Paola Broccoli, ho potuto ricostruire alcuni momenti salienti in cui Andrea fu protagonista: come le manifestazioni e le mostre organizzate nella metà degli anni ’70 nelle feste de l’Unità, a sostegno delle lotte operaie e del movimento sindacale per i diritti. Come pure vanno ricostruite le diverse performances artistiche, come l’originale esposizione organizzata a Castel Volturno nella Piazza S. Castrese, con quadri e sculture che documentavano la civiltà contadina e le tradizioni delle terre dei mazzoni (a partire dalla bufala e dalla mozzarella). Fu una bella intuizione della giunta di riscossa popolare guidata da Mario Luise, che poi venne miseramente distrutta nei mesi successivi.
Inoltre, mi preme ricordare il tratto più peculiare di Andrea, che possiamo definire un artista “glocale” – per usare una espressione cara a Bruno Schettini – di un intellettuale e di un cittadino che sapeva guardare ad ampi orizzonti del mondo globale, ma senza mai perdere di vista le radici del suo territorio e della sua comunità di formazione, sempre orgoglioso del suo “genius loci” (per dirla con Franco Cassano nel suo “pensiero meridiano”). Esempi fulgidi sono le tante iniziative organizzate da Sparaco e dagli altri artisti a fianco del movimento di lotta internazionale per la pace, dei popoli in lotta per la loro liberazione e per il riscatto dall’oppressione neocapitalistica.
Infine, mi preme ricordare un tratto distintivo della sua personalità schiva, ma nello stesso tempo gioviale. A lui non piaceva fare comizi in pubblico, preferiva il dialogo ed il confronto diretti con le persone e gli amici. Cercava di capire le opinioni degli altri, anche quando non le condivideva. Rigoroso ma aperto a confrontarsi, anzi sempre molto curioso ed attratto dalle novità.
La sua ricca testimonianza umana ed artistica va ricordata in modo degno ed adeguato. Per questo motivo ho chiesto e proposto ad alcuni intellettuali che lo hanno conosciuto bene di collaborare per organizzare entro il prossimo mese di gennaio un seminario sul tema: In omaggio ad Andrea Sparaco. Arte, cultura, politica e socialità.

 

Bibliografia essenziale
A. Sparaco (testo di), Perché ancora la pittura, catalogo per la mostra tenutasi al Palazzo Reale di Caserta nel gennaio 1971, 1971.
E. Di Grazia, “Andrea Sparaco” (ad vocem), in Arte Italiana Contemporanea, 1972.
E. Morelli, I Simulacri tecnologici di Sparaco, testo in catalogo per la mostra alla Galleria “La Darsena” di Milano, 1973.
C. Lavorino, La dissacrante tecnologia di Andrea Sparaco, in “La Gazzetta di Gaeta”, 25 agosto 1974.
A. Sparaco (testo di), Dichiarazione, catalogo della mostra al Centro Sud Arte di Scafati, gennaio 1976, 1976.
G. Grassi, Le macchine inutili di Andrea Sparaco, in “Roma”, 7 febbraio 1976.
E. Perna (testo di), La metafora della contestazione tecnologica, catalogo per la mostra alla Galleria San Giorgio di Pordenone, 28 maggio 1977, 1977.
E. Perna, Il confronto estetico, 1979.
E. Battarra, Sparaco al “Multiplo 2”. Uomo all’alba, in “La Gazzetta di Gaeta”, 25 ottobre 1981.
G. Agnisola, “Andrea Sparaco”, in Arte Presente, n.0, marzo 1984.
M. Bignardi (a cura di), Andrea Sparaco: opere 1969-1985, 1985.
E. Battarra, Avanguardie artistiche. Così è cresciuta Caserta in un ventennio, in “Il giornale di Napoli”, 23 maggio 1986.
J. Capriglione, Andrea Sparaco e l’infinito come spazio che intercorre fra due certezze, in “Il giornale di Napoli”, 5 giugno 1990.
V. Corbi, Geometrie fantastiche, in “La Repubblica”, 5/6 aprile 1992.
F. Terracciano, Andrea Sparaco nel reticolo dei segni, in “Lo Spettro”, 12 settembre 1993.
D. Papa (a cura di), Disegnare il tempo scolpire la memoria: geometrie emozionali di Andrea Sparaco, Napoli 2001.
G. Agnisola, E. Battarra, V. Perna, Arte in Terra di Lavoro 1945-2000, 2001.
A. Sparaco, S. M. Martini (a cura di), Materiali per un incontro, 2001.
V. Corbi, Quale Avanguardia? L’arte a Napoli nella seconda metà del Novecento, 2002, pp. 194-197.
Andrea Sparaco. Manifesti e aforismi grafici, catalogo della mostra presso il Museo Provinciale Campano di Capua, 3-28 aprile 2007.
S. M. Martini (a cura di), Il limite e la memoria: omaggio ad Andrea Sparaco, 2011.

Principali mostre personali
1958, Circolo culturale cattolico, Marcianise
1962, Circolo dei congressi del Palazzo Comunale, Cassino
1963, Circolo Nazionale, Caserta
1963, Libreria DEPERRO, Napoli
1963, Sala “Mutuo Soccorso”, Bergamo
1964, Circolo di cultura Antonio Tari, Santa Maria Capua Vetere (CE)
1965, 1966, Galleria “Il Braciere”, Casertav 1967, Palazzo Civico, Capuav 1976, Circolo Sottufficiali, Caserta
1968, Studio d’arte “Il Triangolo, Caserta
1969, Galleria “Il Braciere”, Caserta
1969, “Galleria dell’artista”, Foggia
1971, Caserta Club, Caserta
1971, Galleria “La Bohème”, Aversa
1972, Galleria “La Parete”, Napoli
1972, Circolo “Adamas”, Diamante
1973, 1974, 1975, Galleria d’arte internazionale “La Darsena”, Milano
1973, “Galerie Senatore”, Stuttgart, Germania
1974, Galleria “Studio Oggetto”, Caserta
1974, Galleria “Artetre”, Pegli (GE)
1974, “Galerie v.Kolczynski”, Stuttgart, Germania
1974, Galleria “Gaeta”, Gaeta
1975, Festival dell’avanguardia, Museo di Bruxelles – Assenade, Belgio
1976, Galleria d’arte “Studio Ganzerli”, Napoli
1976, Studio L-Karlsuhe, Germania
1976, “Galerie im Kolpinghaus”, Stuttgart, Germania
1977, Galleria “San Giorgio”, Pordenone
1978, “Galerie Alex”, Stuttgart, Germania
1979, Circolo artistico “Trescore”, Bergamo
1980, “Galerie Sulzbach”, Germania
1981, Artigianare, Lecce
1981, Libreria Marotta, Napoli
1982, Centro d’arte “Lumiere”, San Giorgio del Sannio (BN)
1984, Caserta Club, Caserta
1985, Galleria “Ariete”, Napoli
1986, Galleria “Il Clanio”, Caivano
1987, Palazzo dei Pegni, Marcianise
1990, Chiesa di San Salvatore a Corte, Capua
1992, Associazione Culturale “Poiein”, Napoli
1992, Chiesa di Santa Lucia, Gaeta
1993, Museo Nuova Era, Bari
1994, “Arte Vinciguerra”, Bellona (CE)
1996, Centro Iniziative Artistiche Culturali, Caserta
1999, Palazzo delle Arti, Capodrise (CE)
2007, Museo Provinciale Campano, Capua (CE)
2011, Sala dell’Annunziata, Teano, CE

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021:  Virginia Rosano Cimmino
 

In ricordo di Virginia Rosano Cimmino di Nicola Terracciano
Nata a San Cipriano d’Aversa nel 1944 in una distinta famiglia be-nestante, fece gli studi magistrali a Casal di Principe e quelli universitari a Napoli, al Suor Orsola Benincasa, laureandosi in materie letterarie, che furono le discipline che insegnò per tutta la sua carriera scolastica. Anche per l’attrazione che avevano nel suo immaginario culturale e civile la Toscana e Firenze, andò a insegnare a Empoli, ma risiedendo nella capitale storico-culturale della Nazione.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: foto di Virginia Rosano Cimmino

Firenze con il suo mondo d’arte e di stile era vicina e consonante con il suo carattere di persona non solo colta, ma distinta, con l’attenzione alla cura del sé non come fatto formale, ma di senso spiccato della propria dignità. Tornata nel paese natale per motivi familiari, insegnò in vari istituti secondari casertani, fino a Marcianise, la cittadina più vicina a Capodrise, dove era andata a vivere dopo il matrimonio con il prof. Carmine Cimmino, noto esponente culturale e politico, storico di Terra di Lavoro, animatore di iniziative importanti e preziose, come la fondazione della ‘Rivista Storica di Terra di Lavoro (semestrale di studi storici e archivistici, primo numero gennaio-giugno 1976) e la costituzione nel 1978 del Comitato di Caserta dell’Istituto per la

Storia del Risorgimento Italiano, sito al Vittoriano. Virginia lo aveva conosciuto proprio in relazione a questo suo impegno culturale, in un gruppo di amiche, coinvolte dal prof. Cimmino in progetti vari di ricerca, dopo averle conosciute in un corso di aggiornamento.
Fu vicina a Carmine costantemente, nel conforto e anche nella diretta collaborazione, fino alla sua morte prematura nel 1994 (era nato a Capodrise nel 1934), alla sua attività di ricerca, culturale, civile e politica di sinistra. Lo ricordò a introduzione del volume di studi in memoria di Carmine Cimmino (fortemente e decisamente voluto da Virginia) Economia società e politica in Terra di Lavoro e in Campania tra Ottocento e Novecento, edito nel 1998, a cura del suddetto Comitato di Caserta, che raccoglieva gli atti del Convegno tenutosi a Capodrise, col patrocinio del Comune, due anni dopo la morte (con la presenza tra gli altri di docenti universitari amici di Carmine, come Scirocco, Pisanti, de Majo, Alosco). Scrisse tra l’altro «Sommessamente e in punta di piedi voglio anche ricordare ii particolare rapporto di affetto e di amore, oltre che di studi, che ha contraddistinto tanti anni della nostra vita comune, che per me si sono manifestati anni felici, di arricchimento culturale e spirituale.... per me Carmine è stato un maestro di vita». Nel volume Virginia curò anche la bibliografia degli scritti del marito. Si deve ricordare il suo lavoro di ricerca fatto nella sua cara Firenze presso la Biblioteca Nazionale per la ricognizione dei periodici di Terra di Lavoro ivi presenti e che andarono a comporre la pubblicazione ‘Carmine Cimmino - Virginia Rosano, La stampa periodica edita in Terra di Lavoro conservata nella Biblioteca Nazionale di Firenze (Ì861-1955), Caserta, 1982, prima della Collana ‘Fonti - Memorie - Profili’, edita dal citato Comitato di Caserta.
Accanto al conforto e alla collaborazione costanti nei confronti del marito, mai ha fatto venire meno i doveri familiari verso la in-dimenticabile madre del prof. Carmine e di sua zia, fino alla loro morte, nella cura attenta e affettuosa. Viva era in lei il culto dei legami con i fratelli, la sorella, i cari nipoti, che le sono stati vicini fino agli ultimi giorni. Ha conservato con cura estrema il patrimonio bibliografico e archivistico di Carmine, sognando in un primo momento di far nascere un Istituto o Fondazione intestata al marito, mettendo a disposizione anche i locali, senza trovare riscontri. Aveva deciso infine di donare (come ha fatto) al Comune di Capodrise la sua biblioteca (ancora da riordinare), mentre l’Archivio è stato depositato presso la operosa Biblioteca Comunale di Santa Maria Capua Vetere (con annesso Archivio Storico Comunale e Museo Civico e Risorgimentale).
L’avevo aiutata per questa ultima scelta, con la collaborazione piena dell’amico Enzo Oliviero, che l’aveva confortata e rassicurata, non avendo trovato disponibilità per altre destinazioni ed era finalmente più tranquilla, come di un dovere finalmente assolto. Aveva messo a disposizione di biblioteche e di storici copie delle opere di Carmine. Aveva confortato con immediata adesione la ripresa nel 2017 del Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, con sede a Santa Maria Capua Vetere, di cui fu la prima e fervida socia, con l’amico storico fondatore, Olindo Isernia.
Dopo la morte del marito si era trasferita a Caserta, il capoluogo della provincia, con la sua atmosfera più aperta e vivace culturalmente, e per stare vicina a familiari lì residenti. Con una cerchia di amici e amiche era sempre partecipe di iniziative culturali, disponibile per iniziative di carattere sociali e di solidarietà, che migliorassero il tono civile della cittadina e della provincia. Ha affrontato con forza e dignità anche l'ultima dolorosa prova di vita, spegnendosi a Caserta il 7 dicembre 2020, lasciando un compianto spontaneo e diffuso.

** Tratto da Il Caffè settimanale

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Fotografie
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Foto bollettario PCI sezione di Capodrise anno 1986, gentilmente concesse da Gino Petracco   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Foto bollettario PCI sezione di Capodrise anno 1986, gentilmente concesse da Gino Petracco
Foto bollettario PCI sezione di Capodrise anno 1986, gentilmente concesse da Gino Petracco