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Valerio Taglione
Bruno Lamberti
Maria Teresa Jacazzi
Angelo Maria Jacazzi
Fotografie

 

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Valerio Taglione
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Valerio Taglione

Ciao Valerio
don Luigi Ciotti * il 8 maggio 2020. L'analisi, Memoria

Valerio, insieme ad altri, ha reso viva la memoria di don Peppe Diana, e noi tutti di Libera, insieme ad altri, contribuiremo a rendere viva la memoria di Valerio. Valerio se n’è andato, ma resterà indelebile nei nostri cuori, nelle nostre coscienze, nei nostri atti. Di lui ricordo l’impegno tenace, intransigente, nel difende e costruire un ideale, quell’ideale di giustizia che don Peppe gli aveva trasmesso ai tempi dell’Agesci, della “militanza” negli scout.
Era uno che tracciava linee rette, Valerio, che non accettava

il tentennare, il rimandare, tanto meno il compromesso.
Intransigenza etica segno di un ideale puro, radicato nella profondità dell’essere. Ma era una persona anche di grande carica affettiva e di forte capacità relazionale, doti che rendono ancora più grande e dolorosa la sua perdita. Un uomo che amava la sua terra e la voleva libera da logiche criminali. Un uomo teso a saldare terra e cielo, l’impegno sociale e una religiosità sostanziale, mai ostentata.
Sono, con tutta Libera, concretamente vicino al padre e alla madre, ad Alessandra e alle bambine, nel ricordo del loro grande figlio, marito e papà.

* Presidente nazionale di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

È morto Valerio Taglione, coordinatore del Comitato don Peppe Diana
Raffaele Sardo * il 8 maggio 2020. Associazioni, Campania, Memoria

Se n’è andato in punta di piedi stamattina presto. Valerio Taglione, 51 anni, coordinatore del Comitato don Peppe Diana, è morto dopo aver lottato per alcuni anni con un tumore. A darne notizia è stato lo stesso Comitato don Diana con poche righe sulla pagina facebook: “Cari Amici, il nostro Valerio Taglione ha cominciato un nuovo e più lungo viaggio. Ci ha lasciato stamattina. È stato una guida sensibile e integerrima per tutti.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Valerio Taglione

Non ha mai lesinato in fatiche e sempre pronto al sorriso. Ogni battaglia per il bene e per gli ultimi era anche la sua. Ha amato la Vita fino all’ultimo momento. Ci lascia grandi insegnamenti ed è stato un privilegio per noi tutti camminargli accanto. Ciao Valerio.”Appena diffusa la notizia, sul web è stato un dilagare di messaggi, di ricordi, di storie e battaglie vissute insieme con tantissime persone che in questi anni sono passate per “le terre di don Peppe Diana”, quelle che Taglione, insieme a tante altre associazioni, aveva pensato di costruire dopo gli anni della “dittatura camorrista”. Terre libere dalle mafie, belle e solidali. “Valerio Taglione – scrivono i suoi amici del Comitato – ha dedicato tutta la sua vita a questa battaglia comune. In lunghi anni di lotta e resistenza è stato per noi tutti un faro di giustizia e libertà. È stato un testimone attento e sensibile, una guida sicura e integerrima”.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Valerio Taglione

Il suo impegno civile era cominciato con gli scout dell’Agesci. Taglione faceva parte dei ragazzi scout di don Peppe. Dopo l’uccisione di don Diana, il 19 marzo del 1994, Taglione con altri amici continuò il suo impegno di resistenza contro la camorra che sfociò nella costituzione del “Comitato don Peppe Diana”. Le battaglie per difendere la memoria di Don Diana, lo hanno sempre visto come protagonista in prima fila, ma con la sobrietà e la discrezione che lo hanno sempre contraddistinto. E gli scout, anche per merito suo, non hanno fatto mai mancare il sostegno alle battaglie in nome di don Diana.
Marisa Diana, la sorella di don Peppe, lo ha ricordato stamattina sulla sua pagina facebook, con queste parole: “Ho provato un grande dolore quando ho appreso la notizia della tua morte. Tu sei stato il pilastro e l’artefice della continuità del sacrificio di Peppe. Mamma è stata sempre innamorata di te. Io stamattina vi ho pianti insieme. Chissà con la tua morte quante cose cambieranno per me, mi fidavo ciecamente di quello che mettevi in campo, bastava un messaggio ed ero da te. Sono addolorata tantissimo per tua moglie carissima donna, per le tue figliole ancora così giovani per sopportare un tale dolore, per i tuoi genitori due splendide persone ma soprattutto per te. Grazie Valerio. Dal cielo veglia su tutti noi”.
Il neo senatore Sandro Ruotolo, ricorda Taglione come un “uomo mite e coraggioso anche nei tempi della dittatura degli uomini dei clan della camorra di Casal di Principe. Valerio Taglione ci mancherà e voglio ricordarlo con il suo bel sorriso. Caro Valerio, resterai nella nostra memoria e noi ti ricorderemo alle nuove generazioni di resistenti”. Il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, parla di Taglione come “Un eroe civile che ha costruito speranza e memoria dove era più difficile. Una vita improntata alla lotta alla camorra praticata quotidianamente, una vita spesa per i giovani e l’educazione alla legalità e ai valori sociali. L’Italia non sarà mai troppo ricca di questi eroi civili, che rifuggono le luci della ribalta, ma lavorano con dedizione per coltivare fiori dal cemento. Un abbraccio forte a tutta la comunità resistente di Casale di Principe, la memoria è la nostra forza in questo momento così difficile”.
Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, lo ricorda come “Ci ha lasciati un uomo che è stato, ogni giorno, esempio di impegno civile e di lotta, tenace e indomita, per la legalità e un mondo più giusto. Valerio ha amato la nostra terra e l’ha difesa con una straordinaria dedizione nel nome di don Peppe. Ognuno di noi gli deve qualcosa: il Paese gli è riconoscente e oggi abbiamo tutti il dovere di dare un senso a questo dolore continuando a lottare anche nel suo nome”. Il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, ha affisso della sua stanza al Comune, un messaggio con una foto di Taglione: “Oggi, venerdì 8 maggio, ci ha lasciati un grande uomo, una delle persone più straordinarie che io abbia mai incontrato, compagno di tante lotte e battaglie, uomo a cui noi tutti dobbiamo molto, anzi, moltissimo”. Al suo fianco, la moglie Alessandra, con le figlie Elisabetta e Cecilia, lo hanno vegliato fino all’ultimo istante. Taglione aveva lottato con un leone per stare aggrappato alla vita.

* La Repubblica/Napoli 08/05/2020

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Bruno Lamberti
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: foto di Bruno Lamberti

Addio a Bruno Lamberti: il “papà” della Festa della Tammorra

Il mondo dell’attivismo sociale dell’agro aversano perde uno dei suoi pilastri. È venuto a mancare il professor Bruno Lamberti, 77 anni, storico presidente dell’associazione “Carinaro Attiva” e direttore artistico della Festa della Tammorra. Vedovo di Italia Dell’Aversana, Lamberti lascia i figli Paolo e Guido.
“Una perdita immensa. Profondo conoscitore della musica e delle tradizioni popolari, punto di riferimento per tutti noi”, commenta Raffaele Sardo, giornalista e scrittore, collaboratore per anni di Lamberti nell’organizzazione della Festa della Tammorra, un appuntamento divenuto tradizione in Campania. “Ci mancherai, carissimo amico. – si legge in un post dell’associazione Carinaro Attiva – Vogliamo ricordati così come ti abbiamo sempre conosciuto, col sorriso sulle labbra e senza mai dire una parola fuori posto. Buon viaggio caro Bruno”.
“La città di Aversa piange Bruno Lamberti, docente, già assessore alla Cultura e da

anni impegnato nel far crescere la Festa della Tammorra, diventata un appuntamento imperdibile per tutto il nostro territorio. Non una semplice festa di piazza ma un autentico percorso di ricerca e recupero delle tradizioni popolari”, dichiara il sindaco Alfonso Golia. “La città di Aversa – conclude il primo cittadino – deve tanto a Bruno, protagonista di una bellissima stagione di riscatto culturale, del jazz club Tristano e non solo. Con lui era sempre un piacere fermarsi a ragionare. Le mie più sentite condoglianze alla famiglia”.

 

Aversa perde un uomo di cultura: se ne va Bruno Lamberti

Assessore nella giunta Ferrara, è stato uno dei fondatori, tra l'altro, del jazz club Lennie Tristano. Ultimo impegno, la direzione artistica della Festa della Tammorra.
Fine luglio triste per la città di Aversa. Dopo la perdita di Luigi Arena, un altro ex assessore lascia la vita terrena e un enorme vuoto in chi lo ha conosciuto e apprezzato. Bruno Lamberti è andato via in silenzio, con l’aria paciosa e calma che lo ha costantemente contraddistinto, ma sempre pronto a impegnarsi, partecipare, condividere con gli altri il suo alto senso civico, il suo sapere, i suoi progetti. Uomo di cultura, docente, già assessore nella giunta guidata da Lello Ferrara negli anni Novanta, grazie a Lamberti Aversa ha avuto il suo primo e unico festival internazionale del cinema, quell’Inverso Sud che ha voluto essere, anche se per una sola edizione, un punto di riferimento per i film realizzati nei Sud del mondo, geografici e immaginari. E ha avviato la riscoperta critica di due suoi figli illustri come i musicisti Domenico Cimarosa e Niccolò Jommelli. Ma il suo nome è legato al jazz club Lennie Tristano. È stato tra i fondatori, infatti, di uno tra gli spazi più ambiti e amati del panorama jazzistico non solo italiano, che ha ospitato, e ne citiamo solo due, musicisti come Chet Baker e Michel Petrucciani.
Anche prima di fondare il jazz club con Franco Borrini, Salvatore Romaniello e Nicola Della Volpe, però, Lamberti organizzava eventi e concerti di livello. Molti ricordano un giovanissimo Pino Daniele ad Aversa, con la sua organizzazione per una Festa dell’Unità. È stato, assieme a Borrini, il motore del club di piazza Marconi, per il quale gestiva le pubbliche relazioni. Sono stati curati da lui alcuni progetti particolari, come le celebrazioni per Lennie Tristano con l’inaugurazione della strada a lui dedicata alla presenza di sua figlia Carol, di Franco Fayenz (biografo di Tristano) e delle autorità cittadine. Ha sempre avuto un occhio particolare alla promozione dei giovani talenti campani, tra i quali vanno ricordati almeno gli Avion Travel, passati dal club prima di raggiungere la notorietà, e Maria Pia De Vito, nonché Pietro Condorelli e i salernitani Aldo Vigorito e i fratelli Deidda, oggi tutti docenti nei conservatori della Campania. Morto Franco Borrini, fu naturale eleggere Lamberti presidente e da lì ripartì il club, questa volta in via Veneto.

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Maria Teresa Jacazzi
 

Maria Teresa Jacazzi
È nata a San Pietro del Carso il 30 novembre del 1929 è scomparsa a causa di una malattia incurabile il 13 novembre del 1993. La sua carriera politica comincia negli anni 60 e nel 1963 viene candidata ed eletta al Consiglio comunale, unica donna di quel consesso. Iscritta al Pci viene confermata per tre volte in Consiglio comunale e diventa assessore alla Pubblica Istruzione e allo sport nel 1987 e nel 1988.

100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Maria Teresa Jacazzi

Della sezione del Pci diventa anche segretaria. Componente del Cf della federazione di Caserta, candidata e prima dei non eletti alla regione nel 1975, component del comitato regionale del Pci e successivamente del Pds. Fino all'ultimo ha partecipato attivamente all'attività politica del partito partecipando nel luglio del '93, quando la malattia cominciava già a insorgere, alle votazioni e al dibattito per l'elezione del segretario regionale del partito. Come educatrice ha insegnato nelle scuole elementari di Teano, Villa di Briano ed Aversa.
Le è stato intitolato il palazzetto dello Sport di Aversa costruito proprio grazie alla sua azione di assessore. Durante il suo assessorato sono state costruite e progettate le scuole tutt'ora in funzione. Si è battuta per ottenere l'Università ad Aversa operando in maniera da liberare il complesso di San Lorenzo e affidarlo alla facoltà di Architettura della Sun.
La sua attività non è stata solo politica. È diventata nel 1967 presidente della squadra maschile di pallavolo di Aversa che ha portato in serie B prima e in serie A nell'aprile del 1975.

È stata tra i fondatori della lega di serie A di pallavolo e dirigente regionale del 15 anni della stessa federazione. È stata premiata per questo con la medaglia d'oro del Coni, essendo stata l'unica donna ad aver conseguito la promozione nella massima serie a capo di una squadra maschile. Per i suoi meriti politici e sportivi è stata insignita dal presidente della Repubblica Pertini dell'onorificenza di cavaliere della repubblica, nel 1981, e poi di quello di grand'ufficiale della Repubblica Italiana, nel 1988.

A cura di Vito Faenza, aprile 2012

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Angelo Maria Jacazzi
 

Angelo Maria Jacazzi
Fra le file dei partigiani tra il ‘43 ed il ‘44 nel suo periodo romano, nativo di Gorizia ma poi residente per anni a Valle di Maddaloni e quindi definitivamente ad Aversa, Angelo Maria Jacazzi è stato un punto di riferimento del Partito Comunista Italiano avendo rivestito le più alte cariche. Con la segreteria provinciale di Caserta ricoperta da Giorgio Napolitano, nel 1953 Jacazzi fu un funzionario di riferimento del partito in Terra di Lavoro. Di lui si ricordano in quel periodo le amicizie con Peppino Capobianco, altro casertano che ha legato il suo nome alla nascita e all’affermazione del Pci, e con don Salvatore D’Angelo, il sacerdote maddalonese che nel secondo dopoguerra diede vita alla Fondazione «Villaggio dei Ragazzi». Fu segretario del Pci aversano dal 1954, poi consigliere provinciale di Caserta. Dal 1963 e fino al 1976 fu ininterrottamente deputato del Partito Comunista. Sciolto il Pci Jacazzi decise di aderire al Partito della Rifondazione comunista, poi ai Comunisti italiani. Di recente aveva abbracciato la svolta «rottamatrice» di Matteo Renzi: alle ultime primarie del Pd aveva apertamente tenuto per l’allora sindaco di Firenze. Muore il 9 febbraio del 2015 a 80 anni.

 

Angelo Maria Jacazzi: "I miei primi ottantanni da comunista"

 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Copertina del libro I miei primi ottantanni da comunista   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Prefazione del libro I miei primi ottantanni da comunista   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Tessera delega V° congresso PCI
Copertina
I miei primi ottantanni da comunista
 
Prefazione
I miei primi ottantanni da comunista
Tessera delega
V° congresso PCI
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Tessera 8° Congresso, con autografo delegato cinese   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: La prima tessera comunista
Tessera 8° Congresso, con autografo delegato cinese
 
La prima tessera comunista
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Un aversano al Parlamento. Angelo Maria Jacazzi, eletto Deputato   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Giorgio Napolitano inaugura la sezione del PCI (marzo 1984)
Un aversano al Parlamento
Angelo Maria Jacazzi, eletto Deputato
 
Giorgio Napolitano inaugura la sezione del PCI
(marzo 1984)
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Lotta dei calzolai. Un giovane Michele Gravano   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: L'occupazione del Comune
Lotta dei calzolai. Un giovane Michele Gravano
 
L'occupazione del Comune
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: fotografie
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: foto dell'on. Angelo M. Jacazzi nell'aula della Camera a Roma con Luigi Longo Segretario nazionale PCI fine anni 70
Foto dell'on. Angelo M. Jacazzi nell'aula della Camera a Roma con Luigi Longo Segretario nazionale PCI fine anni 70
 
100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: sottoscrizione di D'Innocenzo Trieste   100 anni PCI in Terra di Lavoro 1921-2021: Mezzogiorno Consigli di zona 150 ore